Borgo Virgilio, più poveri per la crisi e per il 70% sono italiani

Ai Servizi sociali nel 2018 sono arrivate 1.927 domande: le più colpite sono le persone con figli e senza lavoro

BORGO VIRGILIO. Sono le famiglie italiane con figli alle prese con problemi di natura economica, in particolare dovuti alla perdita del lavoro, la fascia più a rischio sul fronte sociale a Borgo Virgilio. Questa la fotografia scattata dal settore Servizi sociali del Comune. Gli accessi complessivi al servizio nell’anno 2018 agli sportelli presenti nelle sedi comunali di Cerese e Borgoforte sono stati 1.927, 997 di donne e 930 di uomini. Un dato in leggera crescita rispetto all’anno precedente, quando gli accessi erano stati 1.858.

Il 74% si è presentato a Cerese, il 26% a Borgoforte. Circa il 68% dell’utenza è compresa nella fascia d’età 30-60 anni. Un chiaro segno che il problema principale resta la crisi economica, con molte richieste di cittadini in età di lavoro a caccia di una occupazione. Il 20% rientra nella fascia over 60, il restante 12% riguarda gli under 30. In quest’ultimo caso si tratta spesso di nuclei familiari con minori in situazioni di disagio. La tipologia d’utenza vede minori e famiglie (59.7%), anziani (16.6%), disabilità (11.4%), inclusione sociale (10.7%), salute mentale (1.3%) e dipendenze (0.3%).

La problematica più segnalata, trasversale a fasce d’età e tipologie, è quella economica. A essa vanno collegate anche le difficoltà per casa e lavoro. Molte famiglie, non caratterizzate in passato da problemi particolari, colpite dalla perdita del lavoro, non sono più in grado di affrontare le normali spese del vivere quotidiano. Rilevante il numero degli sfratti esecutivi segnalati nel 2018 di nuclei con all’interno minori, ai quali si aggiungono anche i casi di perdita della casa per pignoramento dell’immobile.

Per il 70% gli accessi riguardano famiglie italiane. Per quanto concerne gli stranieri, la fotografia è quella di nuclei familiari mono reddito. In molti casi, essendo privi di una rete parentale di riferimento, vivono situazioni di grave disagio economico dovuto alla crisi. Situazioni talvolta irreversibili e tali da richiedere il rientro in patria. Le nazionalità che hanno fatto registrare più accessi sono state quelle marocchine, albanesi e ghanesi. Tra le risposte messe in campo dal settore Servizi sociali, vi sono counseling-colloquio con assistente sociale, l’attivazione dei servizi comunali con l’erogazione di prestazioni diversificate in base al tipo di bisogno presentato, il segretariato sociale, utile per fornire risposte immediate per problemi di rapida esecuzione, e l’attivazione di pratiche per l’invio ad enti diversi. Tra i progetti, il servizio di trasporto protetto, gli orti urbani sociali, l’iniziativa “Scommettiamo? Non giocare con le vite” contro le ludopatie, corsi di alfabetizzazione per donne straniere e “Aurora per le famiglie”, progetto per l’inclusione e il benessere a scuola dei ragazzi diversamente abili.

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