Martina: punto ad un Pd unito e aperto. M5S? No al dialogo, ci porta verso la crisi

Alle 21 a Palazzo Soardi presenta la sua candidatura in vista delle primarie e della sfida con Zingaretti e Giachetti 

MANTOVA. Maurizio Martina, ultimo segretario del Pd del travagliato dopo Renzi e uno dei tre aspiranti a guidare il partito che faticosamente tenta di risalire la corrente dopo essere stato travolto dall’onda giallo-verde il 4 marzo dello scorso anno, arriva questa sera a Mantova. Alle 21 sarà a palazzo Soardi per la sua campagna elettorale in vista delle primarie del 3 marzo. A cui arriverà dietro a Zingaretti, ma davanti a Giachetti, nel gradimento degli iscritti a livello nazionale: 36,1% contro il 47,3% e l’11,1% dei rivali.

A Mantova troverà schierato al suo fianco l’intero partito cittadino (qui ha vinto la consultazione tra gli iscritti), a partire dal segretario Giovanni Pasetti, e l’amministrazione comunale con il sindaco Mattia Palazzi e il vicesindaco Giovanni Buvoli. A sostenerlo c’è anche il consigliere regionale Antonella Forattini. Martina troverà, però, un partito provinciale che ha dato fiducia a Zingaretti (47,8% dei voti dei circoli) e attribuito a Giachetti il 24,23% dei consensi contro il 24,9% ottenuto da lui.

Martina, le pesa questa posizione ai nastri di partenza delle primarie a livello nazionale dietro a Zingaretti?

«I dati dei circoli sono la base di partenza. Siamo secondi e credo che la partita sia aperta. Io lavoro per vincere. Sono convinto che tanti elettori, alle primarie, potranno darmi una mano».

Cosa propone per conquistare la fiducia prima del popolo del Pd e poi di quello del centrosinistra?

«Il lavoro fatto in queste settimane è tra gli iscritti. A loro ho chiesto di partecipare alle primarie. La mia è la proposta più forte per tenere il Pd unito e aperto. È indispensabile tenere il partito unito e lanciare la sua sfida riformista. Nella proposta cerco di presentare l’idea di riformismo radicale, a partire dal lavoro, dall’Europa, dall’economia. Voglio un partito che non abbia ambiguità verso Lega e Cinque Stelle, che dobbiamo sconfiggere e superare».

Dunque, nessuno spazio di dialogo con i Cinque Stelle?

«Nessuno spazio verso chi ha chiesto l’impeachment del presidente della Repubblica Mattarella e che con le sue scelte ha portato il paese sulla soglia di una crisi economica».

Come vede il futuro dell’Italia con il Governo giallo-verde?

«Sono molto preoccupato. Il presidente del consiglio sostiene che le previsioni per il 2019 sono ottime e il vicepremier che ci sarà un boom economico. Purtroppo il paese è tenuto in soglia critica. Il Governo dovrebbe mettere in campo misure come il sostengo all’occupazione e per il lavoro e invece ha speso tanto debito pubblico per misure che rischiano di creare solo più ingiustizia sociale».

Eppure, anche ieri Conte e Di Maio hanno annunciato nuove misure per rilanciare l’economia...

«Parole al vento. Hanno appena varato misure che sono l’esatto contrario di quelle che adesso propongono. Hanno sprecato risorse indebitando il paese e isolandolo sulla scena internazionale, dimenticandosi delle imprese e dei lavoratori. Tutto questo il paese lo pagherà a caro prezzo».

L’ex ministro Calenda deve andare avanti con il suo progetto in vista delle elezioni europee o deve cedere il passo?

«Spero che vada avanti. Io l’ho sempre sostenuto diversamente dagli altri candidati alle primarie. La sua proposta va sostenuta e penso che il Pd debba essere parte di questo lavoro».

Dopo la sconfitta alle elezioni politiche e al referendum il rapporto del Pd con la sua base si è fatto problematico e i sondaggi registrano un continuo calo di consensi. Cosa fare per arginare questa emorragia di voti?

«Io giro il paese in lungo e in largo e ogni giorno vedo tanta gente che è pronta a darci una mano, ad aiutarci a fare meglio, a far sì che si rilanci il nostro progetto. Il Pd è l’unico partito che può costruire le basi per un’alternativa a Lega e Cinque Stelle. Dobbiamo lavorare tutti insieme. Dobbiamo rilanciare la sfida dei democratici perché oggi è la cosa più importante. Ripeto, c’è un’infinità di persone che è pronta ad aiutarci». 

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