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Crollo per il terremoto: assolto il progettista mantovano

Il capannone a Sant’Agostino era stato costruito dalla Truzzi di Poggio Rusco. «Il nostro comportamento sempre corretto, incubo finito»

Francesco Romani
1 minuto di lettura

POGGIO RUSCO. Bruno Luigi Formigoni, ingegnere residente a Villa Poma (Borgo Mantovano) e dipendente della ditta Truzzi di Poggio Rusco (esclusa da ogni responsabilità penale), è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio colposo in qualità di progettista e calcolatore delle strutture prefabbricate e delle fondazioni delle Ceramiche Sant'Agostino (Ferrara). Nel crollo del capannone, avvenuto il 20 maggio del 2012 a causa di una delle scosse dello sciame sismico, morirono Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni. Nel processo erano stati rinviati a giudizio per omicidio colposo in concorso e violazione della norme di sicurezza negli ambienti di lavoro anche l'ingegnere Andrea Govoni, centese, che era progettista per la concessione edilizia e dipendente della Ceramica ed Andrea Fipertani nonché il titolare della Ceramiche, Ennio Manuzzi. Tutti sono stati assolti dal Tribunale di Ferrara che si è riunito martedì a quasi 7 anni dalle scosse.

Il pubblico ministero, Ciro Alberto Savino, aveva chiesto la condanna a 4 mesi, sostenendo che se anche le norme di legge erano state rispettate, si poteva ravvisare una colpa generica per non avere attuato misure di sicurezza maggiori di quelle richieste.

«Per me è la fine di un incubo - ha commentato ieri Formigoni - che purtroppo ha cambiato la mia vita. Ora tiro un sospiro di sollievo perché, pur sapendo di avere agito nel giusto, sino a che era aperta questa vicenda giudiziaria non potevo dirmi tranquillo».

«Questa vicenda ci ha creato qualche preoccupazione in questi anni - aggiunge Alberto Truzzi, leader della omonima Spa specializzata in strutture prefabbricate - anche se siamo sempre stati convinti della nostra correttezza di comportamento ed abbiamo sostento le nostre ragioni sin dal primo momento. Purtroppo alcune consulenze hanno dato al pubblico ministero una indicazione diversa da tutti gli altri casi analoghi, dove il processo non è nemmeno iniziato. Ma alla fine ha trionfato la giustizia».

L’udienza in cui il pm aveva presentato le sue richieste risale a quasi un anno fa. Poi rinvii e stop tecnici hanno dilatato i tempi della sentenza. Giunta ieri dopo le ultime arringhe difensive per i tecnici e quindi la decisione del giudice.

Un processo lungo ed intricato dunque, dal punto di vista tecnico e soprattutto emotivo, per le famiglie degli operai morti che attraverso i propri legali decisero di uscire dal processo come parti civili accogliendo la proposta di risarcimento.

Quello relativo al crollo avvenuto all’interno della Ceramica è l’ultimo processo relativo alle tragedie legate al terremoto del maggio-giugno del 2012. Le vittime dei terremoti in provincia di Ferrara sono state sei, delle quali due relative agli operai morti nel crollo della fabbrica do Sant’Agostino, ed uno nell'industria plastica Ursa di Stellata (frazione di Bondeno a pochi passi dal Mantovano).

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