Festa di carnevale da record: le maschere invadono il paese

Piazzale Mangeri e viali del centro affollati per il passaggio dei carri allegorici. Soddisfatti i vertici della pro loco e le associazioni La Quadra e San Rocco

ASOLA. Una festa così, ad Asola, in occasione del Carnevale, non si vedeva da tempo. Complice anche una bella giornata soleggiata, in molti si sono recati in piazzale Mangeri per seguire i festeggiamenti della giornata mascherata più attesa. Più spazio per tutti, intrattenimenti e presenze, rispetto allo scorso anno, il cui clou era stato realizzato nel centro storico, in piazza XX Settembre. Divertimenti, tanto colore, coriandoli e stelle filanti. A partire dalle 14 di ieri, molte le mascherine che sono scese in strada per gioire e scherzare. Si dicono molto soddisfatti i vertici della pro loco, che anche per quest’anno ha deciso di mettersi di nuovo in gioco per offrire ai cittadini e a chiunque si sia recato nel paese dell’Alto Mantovano una giornata di gioia, da vivere in compagnia.

Festa di carnevale da record ad Asola, le maschere invadono il paese



Lungo il corteo formato da quattro carri allegorici, ai quali si sono aggiunti i gruppi mascherati a piedi. La sfilata, dopo la grande partenza in piazzale Forchini, si è snodata lungo le vie Circonvallazione ovest, Mazzini e XXIV Maggio, fino ad arrivare in piazzale Mangeri. Tante le bancarelle di dolci e di frittelle. In prima linea anche le associazioni locali, quali La Quadra e San Rocco, e gli alunni del paese. Grande affluenza a partire dalle 15 in piazza, animata da giochi collettivi, canzoni, intrattenimento vario (sul palco anche Moreno Romanelli), e grandi gonfiabili. Più di 250 le maschere che hanno preso parte all’evento, tra i primi in provincia. Entusiasti i partecipanti, dai più piccoli, vestiti prevalentemente da frutta o da marinai, fino ai più grandi, che indossavano abiti divertenti, come Pac-Man, farfalle colorate e ballerine. Immancabile la presenza delle tre “donne del carnevale”: Emanuela Guidorizzi, Anna Maria Zilioli e Catia Begotti. 
 

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