Il progetto mai partito: argini del Po più alti e dragaggio del letto

Il project financing inserito nella programmazione Aipo. L’ex sindaco Alberto Manicardi: «Il bando doveva uscire nel 2018»  

QUINGENTOLE. Ci tiene a dire che ora lui «non è più niente», ma la sua esperienza da amministratore lo fa scalpitare. Alberto Manicardi, ex sindaco di Quingentole, interviene sulla tracimazione controllata del fiume Po. Più che per schierarsi dalla parte dei detrattori o dei sostenitori lo fa per ricordare un progetto mai decollato che prevede, tra l’altro, l’innalzamento di alcuni tratti arginali.

«Al di là delle forti perplessità, quello che mi sconvolge e mi fa molto arrabbiare è che non si parla minimamente del Progetto per la realizzazione di interventi sul tratto di fiume Po tra la foce Secchia e l’isola dei Caimani, un project financing formalmente inserito nella programmazione triennale 2018-2020 dell’Aipo, per l’importo complessivo di oltre 58 milioni di euro».

L’idea del project financing partì dal Consorzio Oltrepò mantovano, allora presieduto da Alessandro Pastacci. Nel 2015, la società Cave di Quingentole aveva presentato una proposta per la progettazione, realizzazione e gestione dei lavori, che la ditta avrebbe realizzato in alternativa al pagamento della concessione di escavazione. Oltre a questo, avrebbe potuto vendere sabbia e materiale inerte. L’intervento sarebbe stato, quindi, a costo zero per il pubblico.


«Questo progetto dovrebbe essere partito da anni, ma i gravi ritardi degli enti preposti non hanno ancora reso possibile la pubblicazione del bando per permetterne l’avvio». Aipo ha impegnato un importo di oltre 23mila euro a favore della Bosetti Gatti & Partners srl per “servizi di redazione bando di gara, supporto al Rup e attività di committenza ausiliaria” a carico del bilancio 2018. A oggi, però, non c’è ancora un bando, che invece doveva uscire lo scorso anno.

«Credo che sia ora di finirla con queste storie infinite. Sono decenni che aspettiamo soluzioni per il nostro fiume e il territorio dell’Oltrepò Mantovano. È purtroppo scandaloso che nessun amministratore si stia sbattendo per sollecitare questi signori. Faccio un appello ai sindaci del Mantovano, affinché escano dal torpore in cui si trovano e guardino al di là dell’argine maestro, perché il nostro futuro si gioca lì».

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