Parrocchiani all’opera: ecco il progetto per rilanciare l’oratorio del Gradaro

Dalla Fondazione Bam 8mila euro: ora ne mancano 15mila. L’appello: «Spazio d’incontro per tutta la città, aiutateci»

MANTOVA. Altro che social e Playstation, ognuno chiuso nella propria bolla di rapporti senza relazione. I like di un tempo, nemmeno troppi anni fa, erano le ginocchia sbucciate, e la vita di comunità ruotava attorno all’oratorio, anche per le traiettorie ellittiche di chi abbracciava altre fedi. Stagioni passate di una società ormai sbiadita, che i colori di oggi non riuscirebbero a riprodurre. Rilanciare l’oratorio come spazio di socialità, per rammendare le relazioni sfilacciate dei nostri quartieri, però si può ancora fare. Ed è la missione che si sono dati i parrocchiani del Gradaro, sotto l’insegna dell’Age (Associazione italiana genitori). Con tanto di progetto pronto a partire. E l’impegno ostinato a raccogliere i fondi che ancora mancano per la sua realizzazione piena.



L’idea di riqualificare lo spazio esterno dell’oratorio, secondo un principio di ordine, al servizio della bellezza delle pietre e dei gelsi secolari, è lievitata tra i genitori dei ragazzi del catechismo. Mamme e papà cresciuti a pane e oratorio, compressi adesso nella vita accelerata degli adulti. Il desiderio d’incontrarsi senza l’ansia dell’orologio, al di là del tempo limitato dell’impegno dei figli, ha fatto il resto. Come raccontano Francesca Tellini, Elena Bassi, Stefano Lasagna, Eleonora Ferrara e Nicola Scopelliti (con il figlio Simone).

In principio è stato un questionario perché ogni parrocchiano dicesse la sua rispetto allo spazio da sistemare, poi il cambio di parroco – il passaggio di testimone tra don Alberto e don Andrea – e i tempi della Sovrintendenza hanno frenato i propositi. Alla fine, incrociando desideri e richieste, si è arrivati a definire un progetto da 55mila euro.

Nel 2017 la Fondazione Comunità Mantovana ha riconosciuto un contributo di 5mila euro e ha incoraggiato i parrocchiani a non demordere. Così è stato: limando l’intervento previsto, la spesa si è asciugata a 35mila euro. Di recente è arrivata la buona notizia degli 8mila euro dalla Fondazione Bam – a cui va il grazie della squadra dei genitori del Gradaro – che, sommati ai fondi raccolti attraverso cene e mercatini, danno il risultato tondo di 20mila euro. Ne mancano 15mila, «i più difficili» riconoscono Francesca, Elena e gli altri, che si appellano a donatori e sponsor perché li aiutino a rilanciare un «luogo d’incontro per il quartiere e la città».

Il progetto prevede la sistemazione a prato dello spazio anteriore dell’oratorio, che lungo il perimetro esterno avrà una pavimentazione a cornice. Nello spazio posteriore, scandito dalle panchine, sarà ripristinata la piastra polifunzionale, per il calcetto, il basket e la pallavolo, una porzione del giardino sarà pavimentata a calcestre, e una larga striscia di prato accoglierà un piccolo anfiteatro per gli spettacoli, con vista su chiesa e convento. Inizio lavori: a breve.

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