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L’Aipo sugli argini tracimabili: «Non saranno nel Mantovano»

Nella sede territoriale della Regione l’incontro con sindaci, agricoltori e consorzi ll direttore: «Più resistenti, eviteranno la rotta in caso di evento catastrofico»

S.Pin.
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MANTOVA. «Parlare di argini che resistono alle tracimazioni non significa che saranno tracimati. E, soprattutto, non vuol dire che questi argini super resistenti saranno realizzati a Mantova». Il direttore dell’Aipo, Luigi Mille, chiarisce i dubbi sul progetto di tracimazione controllata del Po e smorza le polemiche. Lo fa a margine di un incontro nella sede territoriale della Regione, di oltre due ore, con gli enti del territorio, le associazioni agricole e i consorzi di bonifica.

L’ipotesi di tracimazione che ha provocato il coro di proteste di chi vive e lavora sul fiume fa parte del progetto da 15 milioni di euro pagato dalla Regione e gestito dall’Aipo che prevede il rialzo dei tratti mantovani di argini ancora da sistemare. Un progetto per il quale, al momento, è stata costituita una cabina di regia e che prevede, tra le attività possibili, l’individuazione di alcuni tratti degli argini maestri in cui prevedere interventi di adeguamento che li rendano resistenti, senza danni strutturali, a eventuali tracimazioni. «È come dire che, a parità di costo, posso acquistare uno smartphone che resiste all’acqua e uno che non ha questa caratteristica. Non lo butterei appositamente in acqua, ma se disgraziatamente ci finisse non si distruggerebbe. La stessa cosa vale per gli argini smart, o super resistenti: nessuno pensa di farli esondare appositamente, ma se si verifica l’evento catastrofico, non c’è la rotta. In ogni caso, Aipo è abituata a condividere i progetti con enti e istituzioni locali. Se non c’è l’accordo, non credo si faranno argini di questo tipo nel Mantovano». Dalla direzione dell’agenzia per il fiume Po arrivano rassicurazioni anche sul fronte sicurezza: «Non verrebbe meno, anche per gli eventuali argini smart, l’attenzione da parte di chi dovrebbe intervenire in caso di piena».

Nel corso dell’incontro di ieri, dopo l’analisi delle condizioni attuali degli argini, sono stati ricordati gli interventi che partiranno nel Mantovano. A partire dai lavori finanziati dalla Regione, che prevedono l’adeguamento in quota degli argini maestri in nove punti. L’intervento, che sarà realizzato dall’Aipo, riguarda i tratti più vulnerabili dell’arginatura maestra, che verranno adeguati secondo le quote previste in Simpo 82 (riferimento basato su una piena costruita a tavolino basata su quelle storiche, ndr) più un metro di sicurezza.

Il direttore dell’Aipo ha illustrato, poi, lo stato dell’arte del project financing per la realizzazione di interventi sul tratto di fiume Po tra la foce Secchia e l’isola dei Caimani. Formalmente inserito nella programmazione triennale 2018-2020 dell’Aipo, non è stato affatto abbandonato come invece temeva l’ex sindaco di Quingentole Alberto Manicardi. «Il project financing sta andando avanti e presto sarà pubblicato il bando di gara». Grazie alla sinergia con i privati, e a costo zero per il pubblico, si interverrà su alcuni tratti arginali di Motteggiana, San Bendetto Po, Quingentole, Quistello e Revere. —

S.Pin.

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