Nuovo impianto per i rifiuti, l’area industriale si allarga

Redini si sposta e si amplia per lavorare 60mila tonnellate l’anno di inerti. Gi scarti delle demolizioni edili verranno frantumati al coperto e rivenduti

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. S’ allarga ancora l’area industriale. Dopo la Pata, la Discio, la Italtrans, solo per citare le più grandi, ora è la volta della Redini, una Srl che si occupa di trattamento e recupero di rifiuti inerti, che decide di fare il passo ed ampliarsi. Spostando contemporaneamente la sede ed allargando ed ottimizzando il ciclo lavorativo in ragione delle mutate esigenze del mercato.

Il nuovo stabilimento della redini sorgerà in via dell’Impresa in una zona ora a campo coltivato sul limitare sud dell’area industriale. Si tratta della zona di espansione già prevista dal precedente Pip (Piano di insediamenti produttivi), ma che nel febbraio scorso il Comune aveva fatto volontariamente scadere. «Una scelta fatta anche da altri Comuni - spiega l’assessore alle Atività produttive, l’onorevole Andrea Dara - perché i proprietari agricoli da anni pagavano alte tasse su quei terreni, che a causa della crisi, non si trasformavano in industriali». La retrocessione dell’area Pip ha aiutato i proprietari (il Comune incasserà circa 100mila euro in meno l’anno), ma non ha ostacolato l’insediamento delle aziende. Che avranno solo i tempi leggermente più allungati dovendo presentare le pratiche attraverso lo Sportello unico (Suap).


Cosa che ha fatto anche la Redini che però, trattando rifiuti, si è sottoposta anche alla richiesta di autorizzazione ambientale alla Provincia. A fine luglio è stato emesso il provvedimento di esclusione dalla procedura di Via, poiché l’attività, grazie al confinamento e agli impianti di abbattimento estremamente evoluti, è risultata non peggiorativa rispetto alla situazione in essere, che vede la stessa ditta operare in una zona distante circa 300 metri dal previsto nuovo insediamento.

Superato questo ostacolo, la Redini ha bussato alla porta del Comune per ottenere l’autorizzazione urbanistica che comporterà una variante del Pgt. Il progetto è stato curato dall’ingegner Germano Bignotti della Logos Engeenering di Castel Goffredo. L’area interessata è di circa 10mila metri quadri e vedrà la costruzione di tre edifici. Il primo, oltre 1.500 metri quadri, aperto su due lati, servirà come deposito e trattamento inerti; il secondo, 500 metri quadri, sarà deposito attrezzi mentre il terzo (150 metri) sarà la palazzina uffici- alloggio su due piani. Il resto dell’area servirà come piazzale, parcheggio e deposito

L’attività prevede di raccogliere circa 60mila tonnellate di materiale inerte da trattare e quindi reimmettere sul mercato come aggregato per sottofondi. Operazione che si svolgeranno per 250 giorni l’anno. L’indotto sul traffico sarà pari a 16 camion e 8 auto al giorno, con un raddoppio dei mezzi pesanti. Equivale infatti a un camion l’ora, che non transiterà per il centro di Castigline, ma solo sulla viabilità esterna, tangenziale ed ex SS 567 dove oggi la stima del traffico veicolare è di 136 camion l’ora.

«È vero, la dinamicità industriale a Castiglione sta riprendendo vigore - conclude Dara - ne siamo soddisfatti e contiamo di poter proseguire in quest’ottica di completamento delle aree». —


 

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