Oggi il lungo addio a Marco Sguaitzer, eroe contro la Sla

Amici, sportivi, autorità e cittadini alla camera ardente dell'uomo simbolo della lotta alla Sla. Il sindaco Palazzi annuncia: una via per ricordarlo

MANTOVA. L’addio a Marco Sguaitzer, l’ex calciatore di Mantova e Suzzara scomparso sabato alla soglia dei 60 anni, dopo una lunga lotta contro «la stronza», come definiva la sua malattia, avverrà oggi, lunedì 4 marzo, in tre momenti distinti. Al mattino, alle 11, il feretro verrà benedetto nella sala degli Stemmi. Alle 15 la partenza per il cimitero di Angeli dove, alle 15.30, avverrà la cremazione. La messa commemorativa verrà celebrata alle 18 nella chiesa di San Pio X da don Simone Zacchi, sacerdote amico dell’ex calciatore che impartirà anche la benedizione al mattino. In chiesa sarà l’occasione, per i tanti che l’hanno amato, di ricordarlo con una preghiera. 

Intanto, domenica 3, cè stata la mesta sfilata di parenti, di amici e di tanta gente che non l’aveva conosciuto di persona ma che era rimasta ammirata dalla forza con cui ha combattuto contro la sua malattia, la Sla. Alla sala degli Stemmi  è stato un continuo via vai di gente che ha reso omaggio al feretro. 

I tifosi del Mantova portano l'ultimo saluto a Marco Sguaitzer

Toccante il saluto che gli hanno riservato gli ultras del Mantova. Dopo la partita con il Legnago una ventina di loro ha raggiunto la camera ardente e ha srotolato un gigantesco striscione bianco su cui campeggiava , a caratteri cubitali rossi, la scritta «Rip guerriero». E poi coro da stadio e applausi per salutare «uno di noi» hanno scandito dedicandogli anche la canzone di battaglia che intonano sugli spalti del Martelli, sull’aria della marcelliana Montagne verdi.

«Curva Te facci sognare» hanno cantato mentre sullo schermo scorrevano immagini di vita di Marco. Il Marco bambino che rincorre in riva al mare un pallone, il Marco giovane rubacuori, il Marco calciatore e con tutti big che l’hanno sostenuto nella sua lunga battaglia, da Gianni Morandi a Ligabue, da Roberrto Bonisegna (che ha scritto la prefazione al suo libro Senza limite alcuno, l’acronimo di Sla e suo testamento spirituale).

A dargli l’ultimo saluto anche i politici della città. Il vice sindaco Giovanni Buvoli: «Eravamo amici di studi - ricorda emozionato - con lui ho diviso tanta parte della mia giovinezza. Abbiamo lavorato molto, sabato, per consentire di esporre il feretro alla sala degli Stemmi, là dove nel 2016 celebrai il suo matrimonio con Aiste. Ha trasmesso forza a tutte le generazioni». C’è anche Pier Luigi Baschieri, capogruppo di Forza Italia: «Marco è stato un grandissimo esempio per tutti, ha dimostrato che la vita deve essere vissuta fino in fondo, anche nella malattia,e senza paura.Un esempio che vale più di qualsiasi parola».

Lunedì 4 marzo l'ultimo saluto a Marco.

Intanto il sindaco Mattia Palazzi ha annunciato di aver avviato le procedure per dedicare una via a Marco Sguaitzer.
 

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