Ferito al collo con un vetro, la vittima alle Iene accusa: "Mai inoltrata la denuncia"

Il caso della rissa in centro nel luglio scorso riportato d’attualità in tv. Il rapporto dei carabinieri sarebbe arrivato in Procura solo ieri mattina

MANTOVA. Un ragazzo colpito al collo da un coccio di bottiglia per rivalità in amore, una rissa alla quale hanno partecipato diversi avventori di un bar del centro dov’è avvenuto il ferimento e che poteva avere conseguenze tragiche: avvenimenti che i carabinieri non avrebbero segnalato per tempo alla procura della repubblica di Mantova. La vicenda, che risale al luglio scorso, è tornata d’attualità in questi giorni perché oggetto di un servizio trasmesso su Italia 1 dalle “Iene” martedì sera.

Ieri mattina il procuratore capo di Mantova Manuela Fasolato ha voluto sul suo tavolo tutta la documentazione inerente a quell’intervento: in pratica la scheda, perché la denuncia non sarebbe mai partita per tempo.


Ma veniamo all’episodio ricostruito dalla Iene. Cristian ha 26 anni. È di origine moldava. Ha una breve storia con Eleonora, l’ex fidanzata di Marco, un suo compagno di scuola. La ragazza, dopo due settimane, interrompe quella relazione e si rimette con Marco a cui confessa la relazione. Quest’ultimo minaccia pesantemente Cristian con dei messaggi sui social.

Passano un paio di settimane i due si incontrano in un bar del centro. C’è anche Eleonora. Cristian mentre sta per andarsene la saluta. E Marco lo insegue con una bottiglia di birra. Tra i due scoppia una rissa nel corso della quale Cristian viene ferito al collo con un coccio. Viene portato in ospedale con l’ambulanza dove viene raggiunto dai carabinieri.

E alle “Iene” racconta: «Il carabiniere che mi ha fatto il verbale continuava a sminuire la cosa». Cristian viene dimesso dall’ospedale con ventuno giorni di prognosi. È terrorizzato e non vuole uscire di casa. Passano i mesi e le forze dell’ordine non sembrano prendere provvedimenti, quindi decide di contattare il suo aggressore dal quale, secondo la sua versione, riceve questa risposta: «Attento. Per me non è cambiato niente e ho il rimpianto di non aver finito ciò che ho iniziato quella sera».

Cristian allora decide di andare dai carabinieri per chiedere il da farsi. «Mi hanno risposto di aspettare e mi hanno confermato che la denuncia non è partita. Mi hanno solo detto che ci vogliono i tempi che ci vogliono».

I due ragazzi si incontrano e il presunto aggressore dice a Marco: «Io di certo non vengo a dire che sono stato io». Le “Iene” accompagnano Cristian in via Chiassi dai carabinieri per capire come stanno le cose: «Io non ho denunce qui – risponde il carabiniere – nemmeno quella d’ufficio che sarebbe dovuta partire automaticamente dall’ospedale». Ora sono scattate le indagini della Procura.




 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi