Sempre più duro per le donne conciliare figli e lavoro: in 2 anni nel Mantovano 606 dimissioni

I dati dell'Ispettorato del lavoro saranno presentati lunedì 11 marzo al convegno organizzato dalla Provincia

MANTOVA. Maternità e lavoro: un binomio sempre più inconciliabile anche nel mantovano dove nel biennio 2017-2018 ben 606 lavoratrici madri, con figli sotto i tre anni, si sono dimesse. È quanto emerge dai dati dell’Ispettorato territoriale del lavoro che verranno illustrati lunedì (ore 14.45 auditorium del conservatorio Campiani) al convegno “Donne e lavoro: a che punto siamo?” promosso da Provincia e consigliera di parità per la giornata mondiale della donna.

Nel periodo che va dalla gravidanza fino a 3 anni di vita del bambino, le dimissioni e le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro devono essere convalidate dal competente ispettorato territoriale del lavoro. Se nel 2016 erano state 201 contro le 184 del 2015, le 199 del 2014 e le 170 del 2013, le 606 dell’ultimo biennio segnano un incremento. Tra i motivi delle dimissioni troviamo in 193 casi la difficoltà a conciliare il lavoro con la cura del bambino per mancato accoglimento al nido, assenza di parenti di supporto, costi troppo elevati dell’asilo nido o della baby sitter. Per 196 mamme invece le difficoltà a conciliare maternità e lavoro erano dovute a ragioni legate all’azienda come la sede troppo lontana da casa, il cambio di mansioni, le condizioni di lavoro gravose e non conciliabili con le esigenze di cura della famiglia e la mancata concessione del part-time. In altri casi le dimissioni sono dovute invece al trasferimento dell’azienda, al cambio di residenza che ha aumentato la distanza dalla sede lavorativa o al ricongiungimento con il coniuge. 139 donne sono infine passate ad altre aziende.


I dati dell’Ispettorato con a capo Silvana Catalano, saranno illustrati dal responsabile dell’ufficio politiche del lavoro Giovanni Pugliese. La consigliera provinciale Francesca Zaltieri interverrà invece su pari opportunità e controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale, lavoro e crisi aziendale. Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento parlerà infine di “Asimmetrie di genere nel mercato del lavoro”. —
 

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