Violenza sulla figlia, dieci anni: stangata dei giudici al padre

Era accusato di aver abusato della figlia minore mentre era ricoverata in ospedale. Alla lettura della sentenza l’uomo ha cominciato a urlare e a scalciare le sbarre 

BASSO MANTOVANO. Dieci anni di reclusione per aver stuprato, anche quando era ricoverata in ospedale, la figlia minorenne.

Alla lettura della sentenza l’uomo, un 45enne di origine albanese residente in un comune del Basso Mantovano, è esploso.


Ha iniziato ad urlare, a prendere a calci le sbarre della cella della Corte d’assise e a minacciare il pubblico ministero Giulio Tamburini che per lui, nel corso della requisitoria aveva chiesto otto anni. La polizia carceraria ha dovuto faticare non poco per riportarlo alla calma. È molto probabile che nei suoi confronti verranno presi altri provvedimenti.

Nel corso del processo il presidente del collegio giudicante Enzo Rosina, si è visto costretto ad allontanare anche l’ex moglie dell’imputato per i continui commenti ad alta voce rivolti nei suoi riguardi.

Una vicenda agghiacciante, consumatasi all’interno dell’ambito familiare.

Stando a quanto emerso - il processo è stato celebrato a porte chiuse - la Procura aveva iniziato ad indagare sul caso alla fine dello scorso anno, dopo che la vittima aveva trovato il coraggio di denunciare gli abusi. Gli episodi di violenza si sarebbero protratti per diversi anni e iniziati quando la figlia era poco più che una bambina. Rapporti, estorti con la violenza, che si sarebbero consumati all’insaputa e in assenza della moglie.

Il 4 febbraio in tribunale si era sfiorata la rissa prima dell’inizio dell’udienza. Nell’atrio antistante l’ aula della Corte d’Assise la madre della ragazza aveva inveito contro i testimoni chiamati a deporre in difesa dell’ex marito. Ci sono state fasi molto concitate tanto da indurre il presidente del collegio giudicante Enzo Rosina a far intervenire un numero cospicuo di carabinieri. Da via Chiassi sono accorse due pattuglie, sei uomini in tutto che hanno evitato che i due gruppi si incrociassero di nuovo.

Nel corso di quell’udienza la mamma della ragazza non ha tolto gli occhi di dosso dall’ex marito e, secondo alcune testimonianze, durante il suo interrogatorio avrebbe commentato in modo palese le parole dell’ex coniuge.

Per quattro anni, secondo l’accusa, l’uomo di cui non riveliamo l’identità a tutela della minore, avrebbe abusato della figlia non ancora maggiorenne. Imponendole il silenzio. Cercando di convincerla che quelle violenze sessuali erano normali tra padre e figlia e che dovevano rimanere in segreto.

L’uomo, a quanto pare, non si sarebbe fermato nemmeno quando la figlia era ricoverata in ospedale. Si era infilato nel suo letto e avrebbe abusato ancora una volta di lei.


 

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