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Bimba di sei mesi muore dopo le visite mediche

La piccola Harjas Kaur di 6 mesi

Negli ultimi cinque giorni era stata dal pediatra e due volte al pronto soccorso di Asola. La madre: "Mi dicevano che era tutto ok, fino a quando c'è stato il tracollo". Il decesso è avvenuto durante il trasferimento a Brescia. Aperta l’indagine: iscritti sei medici

CASALROMANO. La piccola Harjas, un fagottino di appena sei mesi e di 6 chili e mezzo, si rifiutava di mangiare da un paio di giorni. «È quasi totalmente inappetente e beve pochissimo latte. E quando respira c’è sempre quello strano rumore all’altezza dell’addome» ha sottolineato più volte la madre durante le visite mediche.

La prima con il pediatra di famiglia, che però ritiene che si tratti solo dell’inizio della dentizione e consiglia le prime pappe. Ma la madre non è convinta e tre giorni dopo porta la figlia al pronto soccorso di Asola. «Non mangia e suda – fa presente ai sanitari – sono molto preoccupata». Scattano i primi esami: urine, respirazione, torace, addome, genitali. Tutto a posto, dice il responso: «Le condizioni generali sono buone» si legge sul referto con ingresso in codice verde.


Donna e figlia tornano a casa, ma il giorno dopo la madre corre nuovamente al pronto soccorso: «Respira ancora strano e adesso non beve neanche più il latte». A quel punto scatta il primo campanello d’allarme: la bimba viene ricoverata e proseguono gli accertamenti. Ma poche ore dopo si scopre che c’è qualcosa che non va e in piena notte viene organizzato il trasferimento all’ospedale di Brescia, dove la bimba arriva sotto ossigeno.

«Quando è scesa dall’ambulanza e l’hanno portano dentro – racconta la madre – lei ha sbarrato gli occhi all’improvviso e in quel momento è capito che la mia bambina non c’era più». I sanitari bresciani hanno subito attivato tutte le pratiche rianimatore del caso, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Pochi attimi dopo la drammatica notizia è stata comunicata ai genitori.

I fatti risalgono all’ottobre dello scorso anno e dal momento della prima visita al pediatra di famiglia al decesso della piccola sono trascorsi cinque giorni.

«Entro pochi giorni – riprende la madre, Jasjeet Kaur, 27 anni, in Italia da più di 15 anni e un diploma di ragioniera conseguito a Cremona – dovrebbero essere comunicati ufficialmente i risultati dell’autopsia e finalmente sapremo perché mia figlia è morta e se ci sono stati degli errori. Perché ho deciso di raccontare la mia storia? Perché non voglio che capiti a un’altra mamma quello che è successo a me».

La donna, fino a due settimane fa faceva l’operaia, ma poi ha lasciato il lavoro perché sentiva di dedicare poco tempo alla sua piccola. Il marito, Harjit Singh, fa il magazziniere. La coppia vive a Casalromano e dopo che l’indagine è partita d’ufficio su richiesta dell’ospedale di Brescia ha chiesto assistenza agli avvocati Carmelina Tiso e Bruno Mazzi di Castiglione delle Stiviere. «I tempi sono stati lunghi – spiega ancora la mamma – perché dovevamo attendere il risultato dell’autopsia. Non so cosa deciderà il giudice. Io però voglio giustizia e se qualcuno ha sbagliato voglio che paghi per come hanno trattato la mia bambina».

La procura di Brescia ha già aperto un fascicolo di notizia di reato per responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario a carico di sei persone, tutti medici coinvolti nella vicenda. I risultati dell’autopsia saranno consegnati al giudice entro fine marzo. In questa fase preliminare dell’indagine i vertici dell’Asst di Mantova hanno deciso di non rilasciare dichiarazioni limitandosi a dire: «Il caso è complesso e siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura».


 

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