In Regione no al referendum: Grande Mantova più lontana

Solo i Cinquestelle favorevoli all’esame del progetto di legge. Ok all’ordine del giorno della Cappellari per uno studio di fattibilità sulla fusione

MANTOVA. Il consiglio regionale affonda la proposta di legge di iniziativa popolare sulla Grande Mantova e, di conseguenza, l’opportunità per i cittadini dei Comuni di Mantova, Curtatone, Borgo Virgilio, Porto e San Giorgio-Bigarello di esprimersi con un referendum.

L’epilogo il 19 marzo,  a Milano, quando l’aula ha votato il "non passaggio" all’esame degli articoli del progetto di legge, in linea con il voto della commissione affari istituzionali. Solo i Cinquestelle si sono schierati per il sì al referendum. È stato quindi approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dalla presidente leghista della commissione, Alessandra Cappellari, che impegna la giunta regionale a dare il via a uno studio di fattibilità sul Comune unico d’intesa con i sindaci.

«L’ordine del giorno - commenta la Cappellari - consentirà di far partire un percorso concreto per arrivare poi ad una votazione consapevole sulla Grande Mantova da parte dei cittadini e, soprattutto, ad avere un progetto e un percorso tracciato su quanto è necessario fare nel caso di accoglimento del referendum da parte dei cittadini».

Anche Antonella Forattini (Pd) ha votato a favore del "non passaggio": «Il nostro - spiega - non è un no al progetto di fusione, ma un no al percorso fin qui seguito, che non ha visto una condivisione con i cittadini e i sindaci. Ad oggi non ci sono le condizioni per valutare il progetto, mancano dati su costi e benefici. L’obiettivo è ora far ripartire il progetto avviando uno studio con i Comuni coinvolti e con la Regione per chiarire i termini del progetto e le sue ricadute sul territorio».

«M5S - dice Andrea Fiasconaro - è stata l’unica voce fuori dal coro. Siamo orgogliosi di essere ancora una volta l’unica forza politica che si batte per difendere il referendum soprattutto quando viene chiesto a gran voce dai cittadini. Oggi si voleva solo dare la possibilità ai cittadini di esprimersi. Appoggiamo la proposta di aggiornamento dello studio di fattibilità del progetto di fusione e il coinvolgimento delle istituzioni locali; però, questo tema va affrontato in tempi certi e in modo che si possa quanto prima dare voce ai cittadini».

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