Via al rialzo delle tasse e stop agli investimenti in vista della stangata-gas

Il consiglio comunale di San Martino ha affrontato le possibili conseguenze finanziarie se la sentenza da 600mila euro dovuti ad A2A sarà sfavorevole

SAN MARTINO DALL’ARGINE. Occhi puntati per tutto il consiglio sulla sentenza della causa intentata al Comune da A2A (ora Unareti) per aver dovuto interrompere il contratto di fornitura gas. L' appello era previsto per l'ottobre 2020, ma è stato anticipato e la sentenza potrebbe arrivare a settimane o a giorni. «Speriamo che vada bene ma, se non lo sarà, allora bisogna prepararsi», ha detto il sindaco Alessio Renoldi.

La sera del 21 marzo il sindaco ha adeguato il bilancio composto in pratica da spese per personale, mutui e spese fisse, anche se in gran parte sarebbe già stato composto da tempo da spese rigide che non avrebbero permesso accantonamenti. La maggioranza ha alzato l'Imu sui terreni, che finora era l'unica tassa non ancora al massimo, e l'addizionale Irpef allo 0,8 per tutti, portando però la soglia di esenzione da cinquemila a diecimila euro di reddito.


L'unica entrata un po' sostenuta delle due sarà quella dell'addizionale, il cui gettito affluirà alle casse comunali l'anno prossimo ed è comunque ben poco per far fronte ad una condanna che potrebbe andare oltre seicentomila euro.

È azzerato anche il piano triennale delle opere pubbliche e per i bandi a cui San Martino, come tutti i Comuni, partecipa si valuterà in caso di vittoria. Se si rendesse necessario l'eventuale riequilibrio finanziario si deciderà col revisore dei conti e si ritenterà ancora di trattare con A2A. Per il riconoscimento del debito fuori bilancio che verrebbe a crearsi sarà tutelante alla Corte dei Conti proprio l'aver alzato al limite la tassazione per evitare la situazione di dissesto. Ci sarebbero sentenze diverse, infine, per l'accensione dell'eventuale mutuo di copertura messo in discussione dalla minoranza.

Ovviamente, come ha ripetuto Renoldi, la situazione potrebbe essere diversa a seconda della sentenza. Per il capogruppo di opposizione Baschè e i suoi colleghi la sentenza di A2A, pur rappresentando davvero un grosso pericolo per i conti del Comune, è utilizzata strumentalmente ai fini di bilancio sul cui effettivo pareggio mantiene qualche dubbio.

Gli incrementi servirebbero cioè per far quadrare i conti senza un pronunciamento sfavorevole (anche lui si è augurato sia favorevole al Comune). Già da prima, secondo la minoranza, occorreva fare tagli incisivi e ha bocciato gli aumenti della tassazione. In particolare ha chiesto che l'Irpef rimanesse come l'anno scorso incrementando la fascia di esenzione a 15mila euro. Gelido, secondo la minoranza, il parere del revisore dei conti, che non a caso si limiterebbe semplicemente a prendere atto del pareggio senza alcuna raccomandazione sul da farsi.

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