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Ducale e Archivio ancora sotto organico. Assmann: il ministro dimentica Mantova

Nessun custode assunto come aveva promesso Bonisoli. Tamassia: da noi arrivate due funzionarie, ma nel 2018

MANTOVA. «Zero più zero, niente. Anzi, ci hanno tolto dei soldi». Peter Assmann, direttore del complesso museale di Palazzo Ducale, è ormai rassegnato. A ottobre finirà il suo mandato e se ne andrà lasciando irrisolto il problema principale ereditato quando prese la guida della reggia dei Gonzaga: la carenza di personale. L’arrivo, l’estate scorsa, di Alberto Bonisoli, mantovano di Castel d’Ario, a capo del dicastero per i beni culturali sembrava destinato a cambiare le cose. Lo stesso ministro aveva fatto promesse circa il potenziamento degli organici sia al Ducale che all’Archivio di Stato (le due istituzioni più in sofferenza), ma finora le attese sono andate deluse. «Mi dispiace che Mantova, ma anche il resto d’Italia, sia trattata così male da un mantovano» commenta amaro Assmann.

Bonisoli, appena insediato nel governo grillo-leghista, aveva preannunciato l’entrata in organico di 500 persone in graduatoria nel concorso bandito dal suo predecessore Franceschini. E invece... «Per mantenere i percorsi aperti come oggi servirebbero 15-20 custodi nei prossimi tre anni» dice il direttore ricordando quanto aveva raccomandato al ministro in tempi non sospetti. Se non altro, le poche risorse disponibili sono destinate a evitare figuracce come quella del Lunedì di Pasqua dell’anno scorso quando, a fronte di una città invasa di turisti, il Ducale rimase chiuso per mancanza di personale. «Quest’anno non succederà - assicura Assmann - Stiamo trattando con i sindacati, ma posso anticipare che il Lunedì dell’Angelo saremo aperti. Poi, le brutte sorprese ci sono sempre...».


Un’altra situazione in bilico era quella dell’Archivio di Stato, anch’esso in grave carenza di personale. Anche per questa struttura, oltre che per la sovrintendenza paesaggistica e il museo archeologico, il ministro aveva promesso un’iniezione di personale. «Siamo sotto organico di dieci persone, 10 su 20 - spiega la direttrice Luisa Onesta Tamassia - e finora sono arrivate due funzionare in graduatoria nel vecchio concorso, una nel febbraio 2018 e l’altra nel settembre 2018 (il governo Conte si è insediato in giugno, ndr). Attendiamo i concorsi che aveva promesso il ministro e che sicuramente si espleteranno. Solo che i tempi tecnici sono lunghi. Ci aspettiamo almeno 3-4 persone per avere una boccata d’ossigeno. Bonisoli è consapevole dello stato del ministero, depauperato di personale. Spero possa invertire la tendenza e darci nuove assunzioni. In particolare, ci piacerebbe assumere quei giovani che noi stessi formiamo con la nostra scuola di archivistica».


E i sindacati? Elena Giusti della Cgil funzione pubblica conferma che «di quelle 500 assunzioni di cui Bonisoli aveva parlato per tutt’Italia, al Ducale nulla è arrivato. Ma sotto organico ci sono anche l’Archivio di Stato, la sovrintendenza e il museo archeologico». I numeri sono sempre quelli, imbarazzanti: al Ducale i custodi in servizio sono 55 su 78, all’Archivio di Stato in servizio ci sono 10 unità su un organico di 20, al museo archeologico (aggregato al Ducale) i custodi sono 11 su 20, alla sovrintendenza di Mantova, Cremona e Lodi i funzionari sono una quindicina su 58 in pianta organica.

«Quanto personale ci aspettiamo dal ministero? La saturazione degli organici» afferma senza mezzi termini la Giusti. Che si sofferma sul rischio chiusura del Ducale per Pasquetta: «È iniziata per tempo la trattativa con Assmann - dice, ma con toni meno ottimistici di quelli usati dal direttore - però, a parte la convenzione con la coop Verona 83 per i servizi domenicali, l’impegno che si era preso Assmann di utilizzare Ales, la società in house del ministero, per rimpinguare gli organici dei custodi non ha ancora dato frutti». —
 

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