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Festa a Coverciano: i ragazzi con l’X Fragile incontrano Mancini

Nella delegazione anche Antonio con il papà Alberto. La mamma: «La vera terapia per i nostri figli è la relazione con gli altri»

MANTOVA. Una cura non c’è, anche se si continuano a testare farmaci capaci di agire sui sintomi: l’unica, autentica terapia per la sindrome X Fragile resta quella della socializzazione, della relazione con gli altri. Insieme alla premura ostinata dei genitori, all’impegno per rovesciare ostacoli e prospettive. Così Donatella Bertelli, già presidente nazionale dell’associazione Sindrome X Fragile, oggi referente territoriale per la provincia di Mantova, dove si contano una decina di casi e una squadra di ottanta volontari.

L’occasione per tornare a parlare dell’associazione, della battaglia quotidiana dei genitori e delle piccole, grandi conquiste dei figli, è offerta da un incontro eccezionale.

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