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Profughi: servono 220 posti, più soldi dalla Prefettura

Con il primo bando rischia di restare fuori un terzo dei 644 migranti già accolti. Per incentivare le cooperative alzata la quota giornaliera da 18 a 26,35 euro

MANTOVA. È accaduto quello che tutti temevano e che nessuno sperava si verificasse. L’esiguità della cifra giornaliera proposta per ogni singolo migrante (da 35 a 18 euro) ha fatto «fuggire» le cooperative tanto che dei 750 posti che il bando di gara della Prefettura richiedeva per i prossimi due anni, da aprile 2019 a marzo 2021, ne sono stati messi a disposizione poco meno della metà. Per l’esattezza 431, numero inferiore ai 644 migranti che già sono ospitati sul territorio mantovano e per i quali urge garantire l’accoglienza e l’assistenza oltre il 31 marzo, quando scadrà l’attuale bando risalente al 2017 (sarà prorogato anche se non si sa ancora di quanto).

Il problema è che servono altri 220 posti per evitare che lo stesso numero di persone tra due mesi non possa più essere accolta e, quindi, debba essere abbandonata a se stessa. Per evitare che ciò succeda («stiamo lavorando proprio per questo» assicura il prefetto Carolina Bellantoni) e in attesa che vada in porto la gara in corso che coprirà il servizio fino al 2021, la Prefettura ha varato un percorso d’emergenza: ha emesso un avviso esplorativo per individuare cooperative e strutture di accoglienza in grado di farsi carico, per i prossimi quattro mesi, della gestione di quei 220 profughi (poi si dovrà fare la gara biennale).

Per invogliare cooperative, associazioni e imprese ad aderire è stata rinegoziata la base d’asta: per ognuno di quei 220 posti la Prefettura è disposta a pagare 26,35 euro al giorno, oltre all’Iva, la cifra stabilita dal Viminale perché è cambiata la modalità di accoglienza e che i partecipanti dovranno abbassare con le loro offerte. In quei 26,35 euro ci sono i 23 per il vitto e l’alloggio, 2,50 euro di pocket money e 0,85 euro per la scheda telefonica da 5 euro e il kit di primo ingresso (valore 150 euro) .

Dall’esame della documentazione amministrativa presentata dai partecipanti al bando, oltre al numero di posti inferiore a quelli richiesti, è emersa anche la difficoltà a reperire i locali dove ospitare i migranti. Il bando richiedeva la disponibilità di unità abitative singole per evitare il concentramento di persone; ebbene, non ne è stato reperito un numero rispondente all’effettivo bisogno, per cui con il nuovo avviso si è cambiato strada. Ora quelle 220 persone potranno essere ospitate in «centri collettivi con capacità fino a 50 posti», la cui gestione è più costosa.

Tornano, quindi, in gioco gli alberghi e i centri di accoglienza che erano stati esclusi dalla nuova gara. Chi volesse partecipare all’avviso può presentare la sua «manifestazione di interesse» entro le ore 12 dell’11 aprile prossimo. Il 15, alle 10, in seduta pubblica avverrà in Prefettura l’apertura dei plichi. Si farà una graduatoria e, sulla base delle effettive necessità di accoglienza, si procederà alla stipula - tramite procedura concordata - delle convenzioni per la gestione dell’accoglienza partendo dall’offerta risultata prima. Poi si scalerà in classifica fino alla totale copertura dei posti. «Il loro numero è in costante calo - dice il prefetto - ma ci teniamo un margine di posti per far fronte ad eventuali arrivi».

Per ogni centro di accoglienza dovrà essere nominato un direttore che sarà l’unico referente della Prefettura. Sarà lui a dover individuare un medico che diventerà il responsabile sanitario del centro. —
 

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