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Affitti e utenze arretrati: male il piano recupero da nomadi e inquilini

Nessuna delle 33 famiglie del campo ha rateizzato il debito. Ingiunzione anche per quindici residenti nelle case popolari

Sandro Mortari
1 minuto di lettura

MANTOVA. Otto mesi fa il Comune aveva messo sul chi va là gli inquilini dei suoi alloggi e i residenti nel campo nomadi di via Learco Guerra. «Signori - era stato detto loro in sostanza - avete un arretrato di utenze e affitti non pagati di 146.600 gli uni e di 183.600 gli altri, ed è ora di mettervi in regola». Per facilitarli, ben sapendo delle loro condizioni economiche certamente non floride, aveva anche predisposto un piano di rateizzazione.

La risposta, otto mesi dopo, è stata negativa: delle 33 famiglie del campo nomadi con bollette arretrate nessuna ha rateizzato; per quanto riguarda gli inquilini dell’ex edilizia residenziale pubblica e adesso servizi abitativi pubblici le cose sono andate leggermente meglio: qualcuno ha rateizzato (Aster e il Comune non hanno fornito il dato), ma sono quindici i nuclei familiari resistenti a qualsiasi pagamento per i quali si è proceduto con la notifica, da parte dell’ufficiale giudiziario, delle ingiunzioni di pagamento di Aster. Stessa cosa è stata fatta per gli affittuari morosi. Per tutti è partita un’indagine patrimoniale: «Vogliamo verificare le loro proprietà - dice l’assessore al bilancio e vicesindaco Giovanni Buvoli - per verificare se effettivamente non sono in grado di pagare. Le regole sono uguali per tutti».

Nel frattempo, però, è aumentato il debito delle famiglie del campo nomadi a causa di interessi e sanzioni. La cifra è già arrivata a 200mila euro. Aster ha convocato tutti per il piano di rateizzazione. Negli uffici di via Nagy si sono presentati solo in cinque che hanno ribadito di non poter saldare l’arretrato a causa delle loro precarie condizioni economiche, ma si sono detti pronti a pagare mensilmente la quota forfettaria di 120 euro che comprende luce, acqua, gas e fognature. A quel punto, dalla Polizia locale sono state notificate a tutti i morosi le intimazioni di pagamento. Scaduti i termini e non essendosi presentato nessuno, è scattata la procedura per la riscossione coattiva: il primo atto è stata la notifica a tutti, nomadi e inquilini, da parte dell’ufficiale giudiziario dell’ingiunzione di pagamento.

Il problema, soprattutto per quanto riguarda il campo nomadi, diventa sociale. Essendoci di mezzo molti bambini, il Comune non può (e non vuole), privare l’area dell’acqua, dell’energia elettrica e del gas. L’assessore ai servizi sociali Andrea Caprini spiega: «I nostri uffici assistono 2-3 famiglie che si sono rivolte a noi. Per loro, che beneficiano del Reddito di inclusione, abbiamo anche messo in piedi dei tirocini lavorativi. Quindi, se alcune di quelle famiglie di via Guerra ha bisogno di essere assistita viene da noi; quelle che non vengono significa che non ne hanno bisogno. E, quindi, dovranno saldare i loro debiti». —
 

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