Web, droghe e famiglia: debutta il laboratorio di civiltà per giovani

A Mantova decolla una delle pochissime esperienze in Italia: contenitore di idee, relazioni e saperi in un periodo incerto

MANTOVA. Dai dati sulla condizione giovanile all’analisi sociologica di un momento storico di cambiamenti irreversibili. E di cui la fascia d’età 15-29 anni è vittima, con qualche sfumatura di correità. Questi i temi del primo “Laboratorio di civiltà” affrontati ieri mattina nella sala delle Capriate.

Un progetto condiviso da Acli, Cisl Asse del Po, Confcooperative, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti e da Caritas e Diocesi con la Pastorale Sociale e del Lavoro. Tante sigle e diverse provenienze, ma tutti insieme «per una delle pochissime esperienze del genere in Italia – come l’ha definita Ercole Montanari, presidente di Confcommercio – un laboratorio di idee, saperi, relazioni, competenze finalizzate al contrasto dei fenomeni del nostro tempo caratterizzati da una società frammentaria e disarticolata e da un contesto economico incerto».


E in cui i giovani appaiono disorientati e contraddittori. Un esempio tratto dalla poderosa mole di dati rilevati dal Comitato Amici Casa San Simone e relazionati da Davide Boldrini ed Adelelmo Lodi Rizzini: il 18-20% di studenti delle secondarie di secondo grado ha anonimamente ammesso nei questionari «almeno qualche consumo di sostanze illegali nell’anno» e l’8-9% «una certa periodicità nel consumo».

Reazione di una generazione frustrata e delusa? Però poi i giovani trovano nella famiglia la “cuccia” migliore e ai genitori assegnano valori positivi elevati, meglio alla madre: 84,5 su 100 che al padre 74,3 e se troppo permissivi, nel loro linguaggio, li definiscono dei “rammolliti”. Altra contraddizione: se il tempo giornaliero passato al telefono è mediamente di due ore, il 55% reputa negativamente l’uso continuo di internet. Tra i motivi: fa perdere tempo e toglie qualità di vita.

Al Laboratorio il sociologo Aldo Bonomi ha rivolto apprezzamenti e incoraggiamento: «Questo strumento – ha sottolineato – è importante per interrogarsi sulla nostra epoca di metamorfosi. I soggetti dell’economia e del lavoro devono rendersi conto che è superato il vecchio modello di rappresentanza retaggio del Novecento».

E rivolto a Montanari: «Non basta più seguire i propri associati, curare i loro interessi: per capire il sistema territoriale occorre diventare una forma pre-politica». A tutto vantaggio dell’inclusione nel territorio dei giovani.
 

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