Sul restyling di piazza Alberti ancora silenzio

Vasca e la "panchinona" sono ancora sospese. E dal cantiere del Podestà spuntano due nuove "torri"

MANTOVA. Mentre l’amministrazione comunale si compiace per i cantieri in corso (51 i milioni investiti), restano aperti due problemi: la riqualificazione di piazza Leon Battista Alberti e le due «torri» che appaiono sulla sommità di Palazzo del Podestà in corso di restauro. Il futuro della piazza su cui affaccia il retro della basilica di Sant’Andrea sembra essere più complesso del previsto, mentre la mimetizzazione delle due protuberanze che si stagliano verso il cielo e che si vedono da piazza Erbe dovrebbe essere solo questione di tempo.

Il progetto di restyling di piazza Alberti, con la famosa lama d’acqua (anche dagli architetti dello studio Archiplan definita vasca nella relazione che accompagna lo studio di fattibilità) e l’altrettanto celebre «panchinona» davanti alla basilica, è all’attenzione del sovrintendente Gabriele Barucca ormai da quasi due mesi e mezzo. Il Comune glielo ha sottoposto il 18 gennaio scorso, data del primo incontro avuto con il sindaco Palazzi e i rispettivi tecnici.

Da quel giorno è iniziata una sorta di trattativa tra sovrintendenza e Comune per addivenire ad una soluzione condivisa visto che quella originale stava suscitando in città un mare di polemiche. Barucca e Palazzi sono sempre stati restii ad entrare pubblicamente nel merito delle modifiche allo studio. Qualcosa si lasciavano sfuggire sui tempi della fumata bianca, puntualmente smentiti dalla realtà.

E così, prima si parlava di metà febbraio come periodo di conclusione della partita piazza Alberti; poi la data è slittata a metà marzo. Siamo al 1° di aprile e ancora non si sa che cosa abbiano concordato i due per la piazza. Sembra che si discutesse dell’eliminazione della vasca e della sostituzione della panchina gigante con altre più piccole. Oltre che del ritorno all’acciottolato al posto della prevista pavimentazione in marmo.

Per quanto riguarda il Podestà, quello che oggi si vede svettare sul tetto sono le parti terminali delle strutture dove saranno alloggiati ascensore e montacarichi, «previste nel progetto approvato dalla precedente giunta Sodano» tiene a precisare l’attuale. L’ascensore avrà cinque fermate e servirà per accedere anche a Palazzo della Ragione. Il Comune assicura che ciò che si vede oggi non sarà l’immagine definitiva: sono previsti, infatti, accorgimenti e misure che nasconderanno alla vista le «torri», a partire da opere a verde concordate con la sovrintendenza.
 

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