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Con il teleriscaldamento Mantova taglia le emissioni di 26mila auto all’anno

Gli obiettivi Tea: gestione smart della rete, app per i consumi e ampliare la copertura in centro storico e in via dei Toscani

Monica Viviani
1 minuto di lettura

MANTOVA. Nel 2018 Mantova ha evitato grazie al teleriscaldamento l’emissione in atmosfera di oltre 40mila tonnellate di anidride carbonica. Che corrispondono all’incirca a quanto emesso in un anno da oltre 26mila auto che percorrono 10mila chilometri ciascuna. La protezione dell’ambiente e della nostra salute passa anche da qui, da uno dei primi servizi partiti in Italia (era il lontano 1978) che oggi vede la nostra città all’8° posto per quantità di energia fornita e al 10° nella classifica dei volumi.

La Gazzetta ha incontrato Ivana Bertolasi, Enrico Raffagnato e Sandro Gabrielli di Tea per tracciare un quadro dello stato dell’arte e capire quali potrebbero essere ora i margini di crescita di un sistema che consente di spegnere le caldaie di riscaldamento domestico, ad oggi una delle principali fonti di inquinamento atmosferico.

Lo stato dell’arte

Il teleriscaldamento è la produzione centralizzata di calore che arriva nelle abitazioni sotto forma di acqua calda attraverso una rete sotterranea di distribuzione. La rete posata da Tea si snoda per 67,4 chilometri di doppia tubazione e fornisce calore a una volumetria complessivamente allacciata pari a 6 milioni e 667mila metri cubi. Le utenze attive al 31 dicembre 2018 erano 1.520. La produzione termica è per lo più basata sul recupero di calore dalla centrale di cogenerazione di Enipower (100 megawatt termici) e dalla centrale recentemente potenziata dell’ospedale Carlo Poma (34 megawatt). Il calore arriva quindi dal recupero energetico di vapore che altrimenti andrebbe disperso in atmosfera. Altre piccole caldaie che si trovano in viale Fiume, viale Montegrappa e Lunetta sono a supporto nei casi di picchi di consumo e o di indisponibilità degli impianti principali.

Non solo calore

A Borgochiesanuova, Lunetta e Borgonuovo Tea negli ultimi anni ha installato in edifici nuovi, su richiesta dei costruttori, oltre al teleriscaldamento anche un sistema di teleraffrescamento.

Rete sempre più smart

Oggi gli obiettivi di Tea sono due: investire sull’efficientamento della gestione di rete e impianti e raggiungere sempre più cittadini. Quest’anno ad esempio verrà varato il progetto pilota di smart metering, un sistema per la telelettura e la telegestione della rete. Questo consentirà non solo a Tea la lettura dei contatori in tempo reale ma anche di avere una fotografia delle condizioni degli impianti scambiatori e ai cittadini di poter monitorare i propri consumi tramite un’app sul telefonino.

Le zone scoperte

Al momento restano scoperte Valdaro, Colle Aperto , zone al confine con San Giorgio e a sud della città. Per il prossimo futuro Tea punta a terminare la copertura capillare del centro storico oltre e arrivare in via dei Toscani. Obiettivo: superare i 7 milioni e 300mila metri cubi di volumetria allacciata.

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