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Fu accolta dopo la guerra: con l’eredità al Comune ha voluto dire il suo grazie

Il caso della donna che ha lasciato in eredità al Comune la casa, una villa in via Martiri della Libertà a Bancole, e un libretto al portatore

Barbara Rodella
1 minuto di lettura

MARMIROLO. «Abbiamo ricevuto del bene da tante persone di Marmirolo. Non lo abbiamo mai dimenticato. Mia sorella? Una donna dal temperamento forte e combattivo, generosa e grande lavoratrice». Liana Onesino, accompagnata dalla figlia Daniela, è emozionata e commossa nel ricordare la sorella Anna Onesino in Belladelli, la donna che nel testamento aperto lo scorso anno ha lasciato in eredità al Comune la casa, una villa in via Martiri della Libertà a Bancole, e un libretto al portatore. Ieri l’annuncio dal sindaco Paolo Galeotti.

Fu accolta dopo la guerra: il grazie a tutta Marmirolo con l’ eredità lasciata al Comune

 «Il Comune- annuncia Galeotti- accetterà il lascito con beneficio di inventario per poi proseguire con l’inventario e tutti i passaggi che la norma prevede. Ancora presto per indicare stime certe». In cambio della donazione, dalla signora Anna una sola richiesta: la realizzazione di una cappella a nome della famiglia. Le risorse in eccesso a seguito di una probabile vendita della casa saranno poi utilizzate per «il cimitero e in particolar modo per opere di manutenzione straordinaria sulla chiesetta al momento inagibile» spiega il sindaco.

Una scelta che soddisfa anche Liana che racconta come nel 1943 (lei allora aveva due anni), insieme con la famiglia, la mamma Virginia, il padre Felice e i fratelli Anna, 14 anni, Pasquale, 12, Giuseppe, 8 e Maria, 6, lasciò Gaeta (in provincia di Latina) a causa della guerra per trasferirsi al nord insieme ad altri sfollati per sopravvivere. Trovarono alloggio prima a Corte Facchini, poi a Corte Tolotto e poi a Corte Villa Bella.

«Quando siamo arrivati a Marmirolo con i camion eravamo sfiniti. Mio padre si adattò a qualsiasi lavoro. Anna era per me una madre. Trovò lavoro in casa della famiglia Alessio di Mantova e venne trattata come una figlia».

Al termine del conflitto molte famiglie decisero di tornare ai paesi di origine, ma gli Onesino rimasero. Anna, dopo essersi sposata, visse a Bancole ma mantenne un forte legame con Marmirolo dove, insieme al marito Giorgio Belladelli, gestì la rivendita di sali e tabacchi in via XXV aprile. «Questo lascito testimonia l’importanza di valori come l’accoglienza e il lavoro» conclude Galeotti.

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