Treno Mantova-Milano, pendolari beffati da un guasto alle porte dei vagoni

In 200 pronti a partire, alle 6.41 l’annuncio: treno soppresso. Pd, M5S e Utp vanno all’attacco: situazione inaccettabile

MANTOVA. Sui binari il mattino non ha l’oro in bocca. Ennesima giornata di passione per i pendolari mantovani: giovedì 4 aprile il treno 2650 per Milano delle 6.41 è rimasto fermo in stazione per un guasto al sistema di chiusura delle porte. Il risultato: circa duecento mantovani non hanno raggiunto in orario il posto di lavoro. Alcuni sono arrivati nel capoluogo lombardo con il treno 2652, quello sì partito, ma alle 8.41.

"Triste abitudine"


«Non è stato fornito alcun mezzo sostitutivo per raggiungere Milano – hanno spiegato ieri alcuni pendolari – Purtroppo da tempo siamo abituati a situazioni di questo genere, che però restano vergognose». Il treno era atteso da circa 200 persone. Quando è stata comunicata la soppressione alcuni passeggeri hanno optato per il rimborso del biglietto. «Ma la maggior parte di noi – continua un pendolare – non ha potuto fare altro che aspettare il treno successivo».

Forattini al vetriolo

La soppressione del treno non è passata inosservata: associazioni di categoria e politici hanno condannato l’accaduto. Duro il consigliere regionale del Pd Antonella Forattini: «I pesanti disagi per due giorni consecutivi sul treno delle 6.41 per Milano sono l’ennesimo episodio che dimostra come il piano emergenziale di Trenord non stia funzionando. È inutile sbandierare miglioramenti sulla puntualità, quando la realtà dei fatti è che ritardi e soppressioni restano e non si vede una prospettiva. Farò immediatamente un’interrogazione all’assessore regionale».

parla FIASCONARO

Così Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del M5S. «La Lombardia deve fare la sua parte e garantire continuità del servizio nel quotidiano e un servizio decente. Una soppressione senza autobus sostitutivo come quella di oggi non sta né in cielo né in terra. Il governo sta già facendo la sua parte con investimento per il raddoppio».

Raddoppio della linea

Il raddoppio della linea Mantova-Cremona-Codogno è in agenda con tanto di cronoprogramma: è una delle otto priorità di intervento in Lombardia per Rfi. L’annuncio è arrivato a fine febbraio a Milano durante la presentazione dei nuovi investimenti sulle tratte regionali. Avvio lavori: settembre 2021. Attivazione: maggio 2025.

Utp: politici colpevoli

«Per le continue soppressioni di treni e corse di autobus in ritardo ci sono due responsabili. Il governatore della Lombardia Fontana e il ministro dei Trasporti Toninelli, i quali hanno voluto tenere in piedi Trenord, fidandosi di promesse che sono una Caporetto – tuona il rappresentante dell’Utp (Utenti trasporto pubblico) Andrea Bertolini – il servizio deve tornare a Trenitalia al più presto, oppure il governatore bandisca una gara europea». «Sulla Mantova-Milano – attacca ancora – da giorni girano treni guasti e in ritardo (anche domenica l’ultimo treno per Milano è arrivato con 40 minuti di ritardo, ndr). Il personale non può gestire tale situazione e anche i pendolari sono abbandonati a loro stessi, senza contare che nelle stazioni di Castellucchio, Marcaria e Bozzolo nessuno viene a sapere delle soppressioni: da mesi gli annunci non ci sono».

Rabbia Cna

Anche la Confederazione nazionale artigianato (Cna) ha rilasciato una nota in cui parla di «pendolari ancora una volta beffati. Già la giornata di ieri (mercoledì, ndr) era stata segnata dai ritardi». —


 

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