I vini mantovani guardano all'estero e al biologico

Alla rassegna veronese i produttori mostrano una qualità in costante aumento dopo le sette etichette premiate con le “5 stelle” al concorso. E la Ricchi lancia un relais con spa  

VERONA. Qualità in costante aumento, apertura verso l’estero a partire dalla Cina, nuove strategie per il territorio, un’attenzione crescente per i vini biologici o biodinamici: la vitivinicoltura mantovana si è presentata al Vinitaly 2019 in buono stato di salute, reduce da una vendemmia favorevole sia per qualità che per quantità e cerca di capire come adeguarsi alle evoluzioni del mercato.

Il concorso che ha preceduto la manifestazione veronese ha decretato a “5 stelle”, quindi con una valutazione di almeno 90/100, sette bottiglie mantovane prodotte da sei cantine, equamente divise tra zona del Lambrusco e Colli Morenici. Negli stand veronesi tutte quelle presenti in fiera esponevano il diploma con orgoglio. A partire dalla Cantina Colli Morenici di Ponti sul Mincio, il cui Garda Chardonnay 2018 ha ottenuto il voto più alto, 92/100. una grande soddisfazione per il presidente, Domenico Gandini, dispiaciuto per non essere riuscito a presentare il Chiaretto dell’ultima annata. «Speriamo che il riconoscimento ci aiuti sul lato commerciale - commenta Gandini -, anche se il nostro mercato è comunque in crescita. Stiamo cercando di stipulare accordi commerciali, anche con altre cantine sociali, ma in questi casi bisogna valutare attentamente le condizioni. Certo, se si potessero creare consorzi di secondo grado, sull’esempio della Cavit trentina, tutto sarebbe più semplice».


Abbonata ai premi è la cantina Ricchi di Monzambano, condotta dalla famiglia Stefanoni. “Cinque stelle” e 91/100 con il passito Le Cime 2017, la grande novità di quest’anno è l’apertuta del Relais La Casina Ricchi, un centro con spa e 12 camere (ciascuna con il nome di un vino) a Cavriana, in mezzo a vigneti di proprietà. C’è anche un ristorante, con il cuoco Giorgio Zuanon a presidiare i fornelli. «È un’integrazione della nostra attività - spiega Giancarlo Stefanoni - anche per accogliere i nostri clienti e gli importatori a stretto contatto con i vini e i cibi del territorio, per far sentire loro il “profumo” della cantina. E con la caldaia che funziona con il cippato derivante dai residui delle vigne, diamo una spinta alla sostenibilità ambientale».



Un altro vino dei Colli premiato è Le Falme 2017 della cantina Gozzi di Olfino, con i fratelli Cesare e Franco e i rispettivi figli ormai tutti inseriti nell’attività. Un altro segno distintivo, quello familiare, delle aziende vitivinicole mantovane. «Come azienda, abbiamo sempre avuto attenzione all’ambiente - spiega Cesare Gozzi - e con la vendemmia 2019 saremo in grado di produrre vini Doc Colli Mantovani Bio. Ci sembrava un passo necessario, spinto anche dalle nuove generazioni».

Una realtà sempre più consolidata a Volta Mantovana è quella di Tenuta Maddalena. Lo scorso autunno ha visto il lancio del Piume Rosse, un uvaggio bordolese affinato in tonneau per 18 mesi e in bottiglia per altri 5 anni. Una scommessa, in edizione limitata ed etichetta disegnata da un artista svedese. Il vino per un nuovo esperimento simile c’è già, probabilmente cambierà nome e farà parte di un progetto più strutturato, anche perché è una bella sfida cercare di vendere un vino mantovano a 38 euro alla bottiglia. E con il Piume Rosse ha funzionato.

Premi come se piovesse per Gianfranco Bertagna: il vitivinicoltore di Cavriana ha conquistato una medaglia d’oro con il Montevolpe Rosso e una d’argento con il Montevolpe Bianco alla rassegna di Lione. Tutte le sue bottiglie stanno cambiando veste, con un restyling delle etichette.

Un cambiamento che verrà presto presentato anche per gli spumanti della cantina Reale di Volta Mantovana. In particolare il Morena, un rosè metodo classico che resta 18 mesi sui lieviti, sta avendo un grande successo. La nuova frontiera potrebbe aprirsi tra poco, con la destinazione di una parte del vigneto alla produzione biodinamica. «Andiamo incontro a una crescente richiesta del mercato - spiega Massimo Boselli - e già lavoriamo senza diserbanti, con concimazioni organiche e tecnologie di cantina per limitare i solfiti».

A cavallo tra i Colli e la pianura c’è l’azienda Virgili, che lavora molto con il Lambrusco ma conduce anche l’azienda Montaldo a Volta Mantovana, e proprio a quella fa capo il Rays, vino “5 stelle” da 90/100 (lo scorso anno fu scelto come miglior vino frizzante d’Italia). «Siamo soddisfatti - sottolinea Andrea Virgili - perché significa che la nostra qualità è costante. Tra le novità, un Lambrusco più secco rispetto agli altri prodotti dalla casa mantovana, ricco di profumi e adatto a tutto pasto.

Soddisfatto dell’andamento dei primi giorni di Vinitaly il presidente della Cantina sociale di Quistello, Luciano Bulgarelli: «Abbiamo ormai richieste da tutta Italia - spiega il presidente - e anche da mercati molto interessanti come quello brasiliano. Un vero successo, in particolare, si è rivelato il nostro spumente metodo classico 1.6 Armonia». E prossimamente anche il disciplinare della Doc mantovana dovrebbe accogliere questa tipologia.

Novità anche in casa Lebovitz: la cantina di Governolo si presenta con il Galpédar, un Lambrusco dal tasso zuccherino a 30 milligrammi per litro, ammiccante ma profumato, che si diversifica dai due prodotti più noti dell’azienda, lo Scagarùn e il Rosso dei Concari. «La distribuzione avverrà solo in enoteche e ristoranti» spiega Davide Lebovitz.

Uno stand a parte, nel padiglione dei vini biologici, è quello occupato dalle Cantine Giubertoni di San Nicolò Po, che presenta Zero, un Lambrusco Provincia di Mantova senza solfiti aggiunti. «Piace molto alla ristorazione» sottolinea Emma Coppini, che accoglie i visitatori assieme al marito Andrea, proponendo anche i vini della loro tenuta in zona Bardolino.

Il Consorzio Vini Mantovani ha promosso una degustazione rivolta alla clientela estera, condotta da Alessandra Bergamini. Nello stand, presidiato dagli assaggiatori Onav, sono in degustazione anche i vini delle cantine Cobelli, Bugno Martino, Gonzaga (5 Stelle con un lambrusco Bio e uno Doc) e Viadana. Stand esterni al Consorzio per Borgo la Caccia, Decordi, Cantina di Carpi e Sorbara (5 stelle con un Lambrusco) e Vinicola Negri. 
 

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