Maxi indennizzo per l’incidente: il Comune di Curtatone costretto a pagare

Dovrà risarcire la famiglia della 33enne morta a Grazie su una strada ghiacciata. Rigettata la richiesta di sospensiva dell’ente. L’indennizzo è pari a 750mila euro

CURTATONEIl Comune dovrà pagare i 750mila euro di risarcimento danni chiesti dai familiari di Monia Marchetti, che nel 2006 perse la vita in un incidente dopo essere uscita di strada sull’asfalto ghiacciato. La Corte d’appello di Brescia, che lo scorso ottobre aveva condannato l’ente a pagare, ribaltando così l’esito della sentenza di primo grado a favore dell’amministrazione, ha rigettato l’istanza di sospensiva presentata dai legali del Comune. Una sospensiva che avrebbe cristallizzato l’esecutività della sentenza, quindi il pagamento, fino alla prossima decisione della Corte di Cassazione. Se in quella sede i giudici daranno ragione al Comune, il risarcimento sarà restituito. Nel frattempo, però, gli avvocati della famiglia potranno pretendere la somma.

La vicenda ha avuto origine la mattina dell’11 gennaio 2006, quando la 33enne Monia Marchetti ha perso la vita in via Morante, a Grazie di Curtatone. La donna, al volante della sua Renault Twingo, era diretta a Montanara. Dopo aver percorso poco meno di un chilometro e dopo aver fatto una semicurva, era finita con la macchina su una spessa lastra di ghiaccio, in un tratto di strada in ombra. La macchina aveva perso aderenza e aveva sbandato: dopo essere uscita dalla carreggiata aveva abbattuto una recinzione ed era andata a sbattere contro un pilastro di cemento. Per la donna, non c’era stato nulla da fare.

Dopo la disgrazia, il marito aveva chiamato in giudizio il Comune di Curtatone, ritenendolo responsabile della manutenzione della strada, in quel momento gelata e in ombra. Secondo l’uomo, che aveva chiesto un risarcimento danni di 3 milioni di euro, l’ente, nella veste di gestore, non avrebbe provveduto a spargere tempestivamente il sale. Il Comune, in risposta, si era costituito in giudizio e il tribunale di Mantova gli aveva dato ragione, ritenendo che l’ente non avesse responsabilità. La famiglia era, quindi, ricorsa in appello. Di ottobre la sentenza che condanna l’amministrazione al pagamento del risarcimento: 750mila euro, più spese e oneri accessori. Una cifra mai messa da parte dall’ente: «Siamo fiduciosi di vincere in cassazione - ha commentato il sindaco Carlo Bottani - . In ogni caso, nel primo consiglio utile presenteremo il debito fuori bilancio».

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