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Sparò al figliastro, una perizia balistica ora dovrà stabilire se voleva uccidere

Il giudice concede il giudizio abbreviato e rinvia a settembre. La difesa chiede ancora una volta gli arresti domiciliari 

SAN BENEDETTO PO. Roberto Michelini, il 76enne che ha ucciso con un colpo di pistola il figlio della convivente, il 42enne Fulvio Piavani, per il momento resta in carcere. Ma ieri mattina il giudice per l’udienza preliminare, Matteo Grimaldi, ha accolto la richiesta di un rito abbreviato, quello che consente lo sconto di pena di un terzo. Il rito abbreviato, fissato al 20 settembre, è però condizionato alla perizia balistica voluta dagli avvocati della difesa, Silvia Salvato e Roberto Gozzi. Con quella perizia la difesa vuole dimostrare che non si è trattato di un omicidio premeditato, ma tutt’al più di eccesso di legittima difesa. Il perito dovrà stabilire la traiettoria del proiettile e contestualizzarla con la situazione a cui il 76enne ha dovuto far fronte. Un’aggressione violenta, nel corso della quale il pensionato, secondo la difesa, avrebbe cercato di porre rimedio esibendo una pistola. Una pistola con il colpo in canna.

Gli avvocati della difesa si preparano, inoltre, a presentare una nuova richiesta per la concessione degli arresti domiciliari. Per il tribunale del Riesame, che aveva respinto la richiesta c’era il concreto rischio che Michelini potesse ancora uccidere. «Si tratta di un soggetto incline all’estrema violenza - si legge nelle motivazioni di quella sentenza - pronto all’uso delle armi in caso di provocazione». La Corte di Cassazione, oltre ad aver annullato quel provvedimento, aveva disposto il rinvio a un’altra udienza, sempre al tribunale del Riesame, per una nuova determinazione. Gli avvocati difensori, Gozzi e Salvato, nella loro richiesta di modifica della custodia cautelare in carcere, avevano posto il problema giudicando l’omicidio come un fatto unico, isolato e accidentale.


Tutto accade alle 23 di domenica 15 ottobre 2018, quando a casa Michelini scoppia l’ennesima discussione. Tra Michelini e Piavani volano parole grosse ma ad un certo punto l’uomo e la donna decidono di ritirarsi nella loro camera da letto. Il 42enne resta in casa e continua ad urlare. Intorno alle 2 Michelini si alza e chiede al figliastro maggiore rispetto nei confronti di chi sta dormendo. La reazione è immediata: Piavani prende prima per il collo Michelini e poi gli sferra un pugno in volto. Quest’ultimo si rialza, corre in camera da letto, apre il cassetto di un mobile ed estrae una pistola e spara, uccidendolo durante una collutazione. Al delitto, avvenuto al culmine di una lite iniziata alcune ore prima, ha assistito anche la madre della vittima e compagna dell’assassino, Anna Maria Congiu, di 66 anni. All’origine ci sarebbero state forti tensioni che duravano da tempo. Piavani era disoccupato ed era andato a vivere con la madre e il suo compagno dopo una parentesi lavorativa tra il 2005 e il 2008 a Sustinente, dove aveva gestito una pizzeria. —


 

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