Il Wwf si fa avanti per il torrino da recuperare: annessione al parco

Il degrado dell’area degli impianti dell’acquedotto di Riva Artoni: potrebbe diventare funzionale al San Colombano

SUZZARA. «Recuperare l'area nei pressi del torrino dell'acquedotto di Riva, frazione di Suzzara, a pochi metri dall'argine maestro del fiume Po. Scopo dell'intervento riqualificare la zona e destinarla ad uso pubblico». . Questo l’appello che arriva da Bruno Melli su “L'Eco di Suzzara” uscito in questi giorni. In questa zona, oltre al torrino sulla cui cima ci sono ancora le antenne di Radio Zero, c'è una casa disabitata nella quale tempo fa risiedeva il custode con la sua famiglia.
«Per mettere in sicurezza questo spazio basterebbe una rete metallica - spiega Melli - con cancello aperto e orari stabiliti. Attualmente l'intera area è in completo stato di abbandono».

Ogni tanto, solo per operazioni di manutenzione, gli unici autorizzati ad entrare sono i tecnici di Tea Acque. Ma la proposta di Melli non è caduta nel vuoto: Donato Artoni, presidente del Wwf mantovano, si dichiara disponibile ad un confronto ma, soprattutto, dimostra subito il suo interesse perché vede, in questa zona, grandi potenzialità: «Prima di fare valutazioni è necessario sapere chi è il proprietario dell'area e capire se ci sono spazi di manovra. In caso di risposta positiva le idee non mancano - spiega Artoni - Innanzitutto potrebbe diventare la porta d'ingresso del parco di San Colombano. Si potrebbe creare un parcheggio, un'area camper con annesso uno spazio di accoglienza. La casa può essere trasformata in un ostello. Siamo tra l'altro in un'area al di fuori della golena, pertanto, in caso di piene del fiume Po, l'edificio e l'intera area resterebbero sempre sull'asciutto. La proposta di Melli è interessante e va tenuta in seria considerazione».

Un'altra area che Bruno Melli suggerisce ai futuri amministratori di recuperare è quella denominata "Galvagnina", ubicata tra la trattoria "Argento Vivo", l'imbarcadero e l'Arca dove si trovano alcuni pensionati.

Attualmente la strada è impervia, piena di buche ed erbacce: «La nostra sponda è un luogo meraviglioso - scrive ancora Melli - ma trascurato. Magari le risorse le può mettere la Provincia di Mantova o la Regione Lombardia, oppure, perché no, pure l'Europa».

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