Mantova, un morto sul lavoro al mese: per i sindacati è un’emergenza

Undici decessi lo scorso anno, altri quattro soltanto nei primi due mesi del 2019. La Cgil apre un ufficio sulla sicurezza: «La Regione mandi subito rinforzi all’Ats»

MANTOVA.  Undici morti per incidenti sul lavoro nel Mantovano nel corso del 2018. Altre 4 denunce di infortunio con esito mortale nei primi due mesi di quest’anno, vale a dire tre in più dello stesso periodo 2018. Sono dati dell’Inail raccolti dai sindacati che lanciano un grido d’allarme, anche in considerazione del fatto che lo scorso anno, il numero di morti per lavoro, colloca la nostra provincia al secondo posto in Lombardia. È preceduta dalla sola Milano. A prendere in mano i dati sono la Cgil e la Cisl , che denunciano come sia tragicamente assurdo, nel 2019, ritrovarsi con la media di un morto sul lavoro al mese. Assurdo e drammatico. Il che evidenzia che la questione sicurezza è un’emergenza da affrontare seriamente e con azioni concrete. Subito.

La Cgil ha presentato venerdì 26 aprile un progetto articolato che punta non solo a portare sotto i riflettori un tema pesante quale gli infortuni sul lavoro, ma anche ad imprimere un forte impulso alla formazione dei dipendenti nominati responsabili della sicurezza (Rls) delle aziende, spesso alle prese con normative e relazioni tecniche molto complicate. Cosa che richiede competenze specifiche. Punto di riferimento di questa operazione è uno specifico ufficio istituito nella sede della Camera del lavoro di via Altobelli.

«Abbiamo deciso di investire per rafforzare tutti gli aspetti legati al tema della sicurezza sul lavoro attraverso un progetto a lungo termine - spiegano Mauro Mantovanelli, segretario provinciale con delega alla salute e alla sicurezza e Massimo Mazzola, che coordinerà le attività del nuovo dipartimento – Dopo una prima fase sperimentale vogliamo renderlo strutturale nelle pratiche giornaliere in sede, a partire da maggio. Il progetto consiste principalmente nell’istituzione di un ufficio sicurezza come presidio fisso nella Camera del Lavoro. L'ufficio avrà prevalentemente le funzioni di supporto e assistenza alle categorie e ai responsabili della sicurezza delle stesse. Terrà i rapporti con l’Ats e gestirà eventuali vertenze con le parti datoriali o con la stessa Ats su mandato delle categorie. Promuoveremo corsi di formazione per i nostri Rls e organizzeremo iniziative son Ats, In ail, parti datoriali e ispettorato del lavoro ».

I dati nazionali forniti da Inail rivelano che la questione sicurezza è generalizzata. Le denunce di infortunio sul lavoro tra gennaio e dicembre 2018 sono state 641.261 (+0,9% rispetto allo stesso periodo del 2017), 1.133 delle quali con esito mortale (+10,1%). In aumento anche le patologie di origine professionale denunciate: 59.585 (+2,5%). Nel febbraio di quest’anno l’Inail ha rilevato in Lombardia 21 denunce di infortunio con esito mortale, 1 meno del 2018.

Nel primo bimestre 2019 le denunce di infortunio sono state 19.011, con un aumento del 4,4%. In aumento anche le malattie professionali: 16% in più . «L’Ats è sotto organico e non sempre, secondo quanto ci segnalano, riesce a essere incisiva – dice Mantovanelli – occorre che la Regione potenzi l’organico, vista la situazione. E occorre un giro di vite legislativo, perché questa situazione è inammissibile».
 

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