Cereta si difende dalle piene del Caldone: lavori finiti prima dell’estate

Realizzate due zone di esondazione controllata con un investimento da un milione di euro. Gli ultimi allagamenti nella frazione risalgono al 2016: l’allarme scattò la sera   

VOLTA MANTOVANA. Lavori in dirittura d’arrivo per le opere idrauliche che proteggeranno le frazioni di Foresto e di Cereta dalle piene del Vaso Caldone e del Gordo. I due corsi d’acqua, che scorrono nella zona sud-ovest del territorio comunale, smetteranno di fare paura. L’ultima allagamento risale al 2016: l’acqua inondò la frazione di sera tardi e l’allerta rimase alta per tutta la notte. Nel 2013 ci fu l’evento più violento, mentre nel 2014 gli episodi furono addirittura due. «Pur di risolvere in tempi brevi il problema degli allagamenti di queste zone, divenuti negli ultimi anni sempre più frequenti, il Comune - spiega il sindaco Luciano Bertaiola - si era fatto carico di ricercare i finanziamenti e di tutto il l’iter, dalla progettazione alla realizzazione, sottoscrivendo una convenzione con la Regione».

I lavori, appaltati a seguito di una gara cui hanno partecipato oltre 90 ditte, sono iniziati lo scorso inverno e stanno per concludersi: «Siamo a buon punto, sia per quanto riguarda la realizzazione dei manufatti di presa sia per le arginature. Se le condizioni meteo saranno d’aiuto, entro la fine di maggio i lavori dovrebbero essere conclusi». . L’importo complessivo del progetto è di un milione e 50mila euro (di questi, oltre 400mila euro per indennizzare i proprietari dei terreni), finanziato per 950mila euro dalla Regione e per 100mila dal Comune. «Saranno realizzate due zone di esondazione controllata a nord degli abitati di Foresto e di Cereta - prosegue - Bertaiola - con una capacità di scolmare oltre 85mila metri cubi di pioggia. La portata d’acqua che le vasche rilasceranno nel Caldone in caso di forti piogge sarà in questo modo ridotta di oltre cinque volte rispetto alla situazione attuale».

Prevista anche l’escavazione di un fossato a sud di Cereta per convogliare nel Caldone le acque provenienti dalle campagne che si trovano a nord-est dell’abitato. La riduzione delle portate di piena metterà in sicurezza anche Foresto, Contino e, più a valle, Cerlongo. I campi che si trovano sulle arginature, realizzate in terra battuta, a nord di Foresto resteranno coltivabili a seminativo, mentre a nord di Cereta sarà messo a dimora un pioppeto.

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