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L’allevamento di suini vuole crescere: «Nessun danno all’ambiente»

Il progetto di arrivare a quota 3.900 maiali è ora sottoposto al vaglio della Provincia. La ditta ha anche chiesto di costruire una nuova vasca in cemento per i liquami

Valerio Morabito
1 minuto di lettura

VOLTA MANTOVANA. È un binomio sempre più solido quello tra l'Alto mantovano e l'allevamento dei suini. A conferma di questa affermazione c'è l'ennesima richiesta di ampliamento da parte di un'azienda agricola di Volta, nel caso specifico la ditta di Stefano Pernumian. Per la precisione i proprietari hanno deciso di migliorare la struttura esistente e di investire sull’attività con l'ampliamento del proprio sito produttivo tramite la realizzazione di una nuova porcilaia per suini da ingrasso della capienza di 1.039 capi. In questo modo l'intero impianto potrà arrivare ad allevare in tutto 3.900 capi.

Dunque l'allevamento intensivo di Volta Mantovana, che si trova in località Foresto, è pronto ad allargarsi. E non di poco.

Prima, però, serve naturalmente il via libera da parte della Provincia. Per questo motivo la valutazione di impatto ambientale è finita sotto l'occhio dell'ente, che dovrà trarre le proprie conclusioni tenendo in considerazione la situazione del territorio circostante.

Dunque in caso di via libera la ditta potrebbe usufruire di sette edifici per l'allevamento intensivo. Al momento, infatti, le strutture disponibili sono sei, di cui tre per i suini e tre per gli avicoli. In questo allevamento intensivo i suini entrano con un peso di circa trentacinque chilogrammi e attraverso la somministrazione di acqua e alimenti viene fatto loro raggiungere il peso di centosessantacinque chilogrammi.

A questo punto i suini vengono destinati alla macellazione nella filiera della produzione del prosciutto crudo. Sta di fatto che la ditta ha chiesto anche di creare una nuova vasca in cemento per lo stoccaggio dei liquami. La struttura dovrebbe contenere circa duemila metri cubi di reflui.

In un contesto del genere, tenendo conto dell'ampliamento in progetto e quindi dell'aumento del numero di suini, la produzione totale stimata di liquami sarebbe pari a 12.744 metri cubi l'anno di reflui zootecnici.

Anche se secondo gli ingegneri che hanno redatto lo studio di impatto ambientale per conto dell'azienda di Volta Mantovana «la realizzazione del progetto non determinerà ripercussioni negative sul territorio» e danno dunque ampie rassicurazioni ambientali, un recente studio dell'organizzazione no-profit “Essere animali” ha messo in evidenza che «la concentrazione di nitrati nel terreno raggiunge livelli elevati, come è emerso da una ricerca Ispra del 2015, nei territori della Bassa padana e in particolar modo nelle province di Brescia, Mantova e Cremona rispettivamente prima, seconda e terza provincia con il più alto numero di maiali allevati in Italia».

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