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Mantova, rubata la panchina rossa: violato il ricordo di Monica

Dipinta dal sindaco Annibaletti, si trovava nel parco pubblico di Malavicina. Era stata posizionata in memoria di una donna massacrata dal compagno

ROVERBELLA. Un gesto ignobile che ha scosso profondamente l’intera comunità roverbellese. La panchina rossa posizionata nel parco di Malavicina in ricordo di Monica Da Boit e di tutte le donne vittime di violenza è stata rubata. A scoprirlo è stato il fratello di Monica, Emanuele. La panchina, di proprietà comunale, era stata dipinta di rosso a proprie spese dal sindaco Antonella Annibaletti e posizionata il 25 novembre scorso nel parco pubblico di Malavicina al termine di un’intensa cerimonia.

Una data non casuale, visto che si trattava dell’annuale ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una cerimonia fortemente simbolica, per ricordare tutte le donne vittime di uomini violenti e di amori che non erano tali. In particolare, un modo per tenere vivo il ricordo di Monica Da Boit, uccisa a soli 31 anni la notte del 14 ottobre 2005 dal compagno violento e da allora sepolta nel cimitero di Malavicina. Nelle scorse settimane, i familiari della ragazza si erano accorti del furto della targhetta con il nome di Monica che era stata applicata alla panchina. Il pensiero è stato quello di una stupida ragazzata, un gesto increscioso e vandalico ma isolato. Fino all’amara scoperta dei giorni scorsi: la panchina non c'è più. Scomparsa. 

«Non abbiamo parole per descrivere questa cattiveria, siamo disgustati da tanta ignoranza e maleducazione» le parole postate da Emanuele Da Boit sul gruppo Facebook Sei di Malavicina se. La notizia ha subito creato rabbia e amarezza sui social e nella frazione, scatenando una cascata di commenti indignati. Immediata la reazione del primo cittadino Antonella Annibaletti, che intende far luce al più presto sulla vicenda. «Non ci sono parole per quanto è accaduto. La panchina era il simbolo di tutte le donne indecentemente vittime di violenza. Farò formale denuncia del furto e a giugno ridipingerò di rosso un’altra panchina. La targa con il nome di Monica verrà saldata e la panchina riposizionata a Malavicina e inchiodata a terra. Questo perché noi siamo più forti della incomprensibile cattiveria di chi ha compiuto questo ignobile gesto».

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