Il rosso Coop spaventa Mantova, i sindacati chiedono garanzie

Nonostante le rassicurazioni dell’azienda, il passivo di 289 milioni preoccupa. La Uil: «Dipendenti spostati senza logica». La Cisl: «Dalla fusione solo problemi»  

MANTOVA. Assicura Coop Alleanza 3.0 che i 289 milioni di rosso del bilancio 2018 non devono spaventare, al contrario, si è voluto mettere un punto per ripartire di slancio. E questo rosso acceso, bello carico e profondo, è la premessa di un Piano di rilancio limpido e potente, da realizzarsi in quattro anni. Vero, dentro al passivo ci sono finiti 185 milioni di poste non ripetibili – «accantonamenti e svalutazioni di poste immobiliari, finanziarie, immateriali e creditizie» – però ballano sempre 104 milioni. Insomma, c’è poco da stare sereni, anche in provincia di Mantova, dove pure non si aspettano esuberi e chiusure, ma «preoccupazione» è la parola che più ricorre nei commenti dei sindacalisti. Con diverse sfumature di ansia.

«I dati del bilancio ci preoccupano – conferma Roberta Franzini di Filcams Cgil – ma confidiamo che il nuovo piano industriale riesca ad essere efficace in termini di vendite. In tal senso, le dichiarazione del direttore generale Paolo Alemagna fanno sperare che i negozi di Mantova possano diventare più competitivi, a beneficio dei soci e, soprattutto, dei lavoratori».


Preoccupata, e molto, anche Alessandra Sergi di Fisascat Cisl: «La perdita di bilancio pone un problema che, sicuramente, si scaricherà sui lavoratori. La Coop ha radici ben salde nel territorio mantovano e speravamo che la fusione in Alleanza 3.0 potesse liberare nuove energie e risorse. Invece? Per i lavoratori ha creato problemi di spostamenti su tutti i territori, altro che ottimizzazione dei centri di costo del personale. E ora, dopo questo bilancio, siamo ancora più preoccupati».

«I nodi della fusione stanno venendo al pettine – concorda Daniele Grieco della Uiltucs Uil – Ripercussioni su Mantova? Nell’immediato non dovrebbero essercene, ma qualche dubbio e molta preoccupazione ce l’abbiamo, soprattutto di fronte a spostamenti frenetici di dipendenti per riequilibrare le forze all’interno dei punti vendita. Spostamenti che non sembrano avere un criterio né rispondere a una logica».

Ad esempio? «Lo spostamento di due dipendenti part-time dal punto vendita di viale Risorgimento, in città, a quello di Viadana. Una mossa che, tra rimborsi e buoni pasto, farà spendere di più all’azienda e aumenterà i disagi per le lavoratrici, che abitano nell’hinterland di Mantova. E poi c’è un altro aspetto che ci dà da pensare. Quale? Il risalto con il quale Coop Alleanza 3.0 ha comunicato il rosso di bilancio. Cosa mi vuole dire l’azienda, che si sta preparando a voltare pagina, a tornare ai negozi di vicinato in tutti i territori?».

Lettura, questa di Grieco, che trova conferma – almeno teorica, d’indirizzo – nelle parole del comunicato stampa diffuso da Coop: «Il risultato del 2018 vede l’inversione di tendenza della gestione caratteristica (negozi) che migliora di circa 20 milioni sul 2017 pur restando negativa. La gestione dei negozi è fortemente influenzata dalla riduzione di fatturato degli ipermercati (che pesano per oltre il 50% delle vendite) che saranno oggetto di importanti interventi di efficientamento nel Piano 2019-2022». E più avanti: «Nella maggior parte dei territori in cui la Cooperativa è presente si prevedono nuove aperture nei format più richiesti oggi dai nostri soci (negozi più piccoli e vicini a casa) e il ripensamento del format ipermercato».
 

Video del giorno

Mantova: in 800 per dire addio al dottor De Donno

La guida allo shopping del Gruppo Gedi