In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Mantova, boom di ospiti al dormitorio: «Cresciuti di 50 in un anno»

Nel 2018 la struttura ha avuto 138 utenti contro i 90-100 degli anni precedenti. Il presidente Aspef, Vinicio Fiorani: «Abbiamo evitato che cercassero rifugio per le strade»

Nicola Corradini
2 minuti di lettura

MANTOVA. Fino a pochi anni fa era semplicemente il luogo dove i senzatetto, i diseredati, trascorrevano qualche notte. Magari col rischio di finire in mezzo a qualche litigio a causa di qualche ubriaco. Ma potevano dirsi “fortunati”, perché altri come loro se ne stavano semplicemente fuori, a caccia di qualche edificio disabitato da occupare.

Qualcuno lo faceva (e lo fa) per scelta, altri per assenza di alternative. Ma il dormitorio comunale di via Ariosto, gestito da Aspef, lo scorso anno ha svolto un ruolo diverso. «Abbiamo quasi raddoppiato i posti e i risultati si sono visti - raccontano il presidente di Aspef, Vinicio Fiorani e il responsabile della struttura Fabio Quadri - storicamente, ogni anno venivano accolte dalle 90 alle 100 persone. Nel 2018 abbiamo raggiunto il totale di 138 utenti».

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Mantova, senzatetto accolti al dormitorio: così è stata evitata l’emergenza gelo]]

I numeri sono importanti, ma non è solo una questione di statistica. Stiamo parlando di quasi 50 persone che hanno trovato riparo in una struttura di accoglienza alternativa a luoghi spesso fatiscenti e pericolosi. Non solo. Sappiamo bene come la presenza di persone (a gruppi o singoli) che occupano abusivamente edifici abbandonati o, più spartanamente, si sistemano alla meglio su qualche panchina di un giardino pubblico o in altri angoli della città, provochi un certo allarme tra i residenti.

Anche perché il più delle volte queste presenze si accompagnano a casi di ubriachezza molesta o condizioni igieniche precarie.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Scatta il piano freddo: 40 posti letto per i clochard]]

«Voglio far notare come lo scorso inverno non si sia presentato il problema dei senzatetto per le strade al gelo- dice Fior ani – erano da noi, grazie al raddoppio dei posti, dopo i lavori decisi dall’amministrazione comunale. Anche la presenza di una guardia giurata di notte ha avuto risultati positivi. Ha funzionato da deterrente verso comportamenti violenti. Ne hanno tratto vantaggio gli utenti e l’intero quartiere, che si sente più sicuro».

Mantova, emergenza freddo. L'assessore prova a convincere il senzatetto: "Vieni al dormitorio"



Il dormitorio non va inteso come mero edificio per nascondere i “poveri tra i poveri” al resto della comunità. C’è un programma per aiutare chi lo desidera ad uscire da quel tipo di esistenza. Vero è che ci sono clochard che respingono la proposta di un tetto e di un lavoro, ma molti finiscono in un dormitorio perché perdono lavoro e casa contro il loro volere. Ci sono poi persone dipendenti da alcol o droga che trovano negli operatori qualcuno che, finalmente, è in grado di avviarli a un percorso che porta fuori da quegli incubi.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Mantova, gli angeli volano di notte nella città dei clochard]]

I dati dicono che dei 138 utenti, 35 sono italiani e 103 stranieri. La nazionalità principale è quella tunisina, che per la prima volta a superato quella italiana. «Questo a causa della crisi dell’edilizia - spiegano ad Aspef – si tratta di persone residenti a Mantova da oltre dieci anni e in possesso della carta di soggiorno, ma sono rimasti senza lavoro». Per 23 dei 138 è stato trovato un lavoro, per 6 lavoro e casa, per 3 l’inserimento in un centro di cura. Per 12 il ritorno al Paese d’origine. «Un tempo la struttura veniva utilizzata soprattutto d’inverno – spiega il presidente – oggi è diverso. In questi giorni abbiamo la struttura piena. La fragilità è un’emergenza crescente». 

 

I commenti dei lettori