Ponte sul Po, ricorso respinto: i lavori alla ditta che ha vinto

Intanto la provincia di Parma lancia un progetto in accordo con l’università. L’idea è di installare una rete i sensori per tenere sotto controllo il manufatto

CASALMAGGIORE. Ponte sul Po Casalmaggiore-Colorno: il Tribunale amministrativo regionale di Parma, nell’udienza del 30 aprile scorso, ha respinto anche nel merito il ricorso presentato dalla ditta Edilmecos contro gli esiti della gara d’appalto, predisposta dalla Provincia di Parma per i lavori di riparazione e consolidamento dell’infrastruttura.

L’impresa contestava alcuni aspetti burocratici dell’iter, ritenendo di essere stata penalizzata in sede di assegnazione dei punteggi, e di conseguenza dei lavori. Il Tar aveva già a suo tempo (5 dicembre 2018) respinto la richiesta di sospensiva, considerando preminente l’interesse pubblico della popolazione all’avvio dell’opera, rispetto all’interesse del privato a vedersi riconosciuto il suo presunto diritto. Il consiglio di Stato, l’11 gennaio successivo, aveva confermato il diniego alla sospensiva: per questo i lavori – affidati all’associazione temporanea d’imprese Micheli Primo-Coimpa – erano partiti regolarmente.

Se per caso la ditta Edilmecos si fosse in seguito aggiudicata il contenzioso nel merito, avrebbe verosimilmente chiesto alla Provincia di Parma un risarcimento danni per non aver potuto realizzare l’opera. Eventualità che però, come detto, non si è verificata: il ricorso è stato respinto in quanto «manifestamente infondato nel merito».

Come si legge nella sentenza dei giudici amministrativi, «la disciplina di gara non presentava margini di ambiguità». La Provincia di Parma si è vista anzi riconoscere il diritto a un rimborso delle spese legali pari a 2.500 euro. Mentre il cantiere di “incerottamento” del ponte prosegue regolarmente, Provincia e l’università di Parma hanno stabilito di formalizzare un accordo per progettare un sistema di controllo del manufatto. I tecnici delle due istituzioni stanno già collaborando alla redazione del progetto.

L’ente ducale si è rivolto all’ateneo per reperire le necessarie competenze ingegneristiche. L’idea è di installare una rete di sensori (circa centocinquanta, disposti lungo tutta la lunghezza del manufatto) per la cattura, trasmissione mediante fibra ottica e interpretazione dei dati. Nelle intenzioni, sarà un sistema tra i più complessi e avanzati in Italia: secondo uno studio preliminare elaborato dalla Provincia, il progetto verrà a costare circa un milione di euro in dieci anni.

Come noto, dieci anni è proprio la vita residua stimata per l’infrastruttura: in questo lasso di tempo, occorrerà pertanto tenere sotto costante controllo ogni minima fessurazione e problematica strutturale. Sarà inoltre predisposto un sistema per il controllo dei carichi transitanti: allo studio la possibilità di elevare sanzioni in remoto per i mezzi che supereranno il peso limite.

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