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Mantova, nuovo tentativo per dare un futuro all’ex Zanellini: «Situazione da sbloccare»

Il Comune incontra il custode giudiziario e la proprietà dell’immobile. L'assessore Murari: «Accordo sulla messa in sicurezza. Speriamo non rinuncino al centro formativo»

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. L’area dell’ex pastificio Zanellini di Borgo Angeli verrà messa in sicurezza. Non sarà un’operazione facile, vista la paradossale situazione che vede il legittimo proprietario, la Sapiens spa, impossibilitato ad operare nello stabile ancora affidato al custode giudiziario, Dino Piccagli. «Ma abbiamo riunito le parti interessate e trovato un intesa: in attesa che la situazione venga sbloccata, l’impresa con il consenso del custode interverrà per sistemare le recinzioni e mantenere un minimo decoro dell’area» ha spiegato l’assessore all’urbanistica, Andrea Murari al termine di un incontro svoltosi in Comune.

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Al vertice - convocato per fare il punto della situazione dopo la decisione della Sapiens di rinunciare alla realizzazione del centro formazione nell’ex pastificio spostando il progetto in provincia di Cremona - hanno partecipato i vertici dell’impresa (un colosso nel settore delle agenzie del lavoro) e il custode giudiziario. Con Murari c’era anche l’assessore Iacopo Rebecchi.

La Sapiens aveva acquistato l’immobile, all’epoca sotto sequestro penale per vicende legate all’ultima proprietà, nel novembre del 2017 ad un’asta. Il bene era affidato al custode giudiziario nominato dal tribunale e quindi il nuovo proprietario non poteva disporre materialmente dell’edificio. Un acquisto fatto in fiducia, nell’attesa che la situazione penale venisse dipanata.

Cosa che sembrava essere avvenuta alla fine di dicembre, con la notifica da parte del tribunale di Mantova del decreto di trasferimento, vale a dire l’atto che rendeva finalmente ufficiale la presenza di un nuovo proprietario dell’immobile e dell’area che lo circonda, vale a dire la società Sapiens. Questo atto cancellava gli effetti del decreto di sequestro penale. Nel frattempo il custode giudiziario aveva presentato l’istanza di rinuncia del ruolo.

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Sembrava tutto risolto, si trattava solo di attendere qualche settimana che l’iter burocratico si concludesse alla Corte di appello di Brescia. E invece tutto è rimasto bloccato. La proprietà ha pazientato per mesi, ma il progetto del centro formativo non poteva attendere all’infinito. Poi ha individuato uno stabile adatto a Castelverde, in provincia di Cremona. e a quel punto la Sapiens ha deciso: l’investimento verrà fatto lì.

«Siamo speranzosi che a breve si concluda la questione della custodia – dice Murari – e che il bene entri nelle disponibilità della Sapiens. L’amministrazione comunale non ha alcuna competenza su questa vicenda, ma la speranza è che si creino le condizioni perché si arrivi a un altro esito e che porti l’impresa a rivedere la decisione che è stata costretta a prendere dalle circostanze».
 

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