Mantova non sta bene: troppi farmaci e pochi medici di base

Nella classifica del Sole 24 Ore la provincia è 86ª su 107. Si muore troppo per infarto e tumore. Speranza di vita in aumento

MANTOVA. La provincia dello star bene? Non è certo Mantova, all’86° posto nella speciale classifica stilata dal Sole 24 Ore. La provincia virgiliana, dove la speranza di vita alla nascita è di 83,3 anni (non tra le più basse, ma c’è di meglio) è lontana dalle posizioni di vertice, occupate da Bolzano (primo posto), Pescara (seconda) e Nuoro (terza). Appena 428,25 punti raccolti incrociando 12 indicatori, tra cui l’aumento della speranza di vita, il consumo di farmaci specifici per alcune malattie, numero dei medici, organizzazione sanitaria e morti per tumore; valutazione che ci pone davanti ad appena 21 province.

Sorprende che dalla classifica emerga una Lombardia all’avanguardia nello «star bene» (seconda tra le Regioni dopo il Trentino e a pari merito con la Sardegna), con ben otto province nelle prime 25 posizioni: Brescia la migliore, settima, e Cremona 25ª. Città di riferimento per i mantovani come Verona e Modena sono tra l’11° e il 20° posto.


Cosa significa tutto questo secondo il giornale economico? Che a Mantova si consumano tanti farmaci e che per curarsi una percentuale consistente di mantovani è costretta a rivolgersi fuori regione. Una precisazione: Mantova in nessuno dei 12 indicatori risulta nella top ten delle migliori, ma nemmeno è tra le peggiori dieci.

Il tasso di mortalità, standardizzato per 10mila abitanti senza considerare l’età, è di 80,45 che colloca Mantova al 30° posto (in testa Pordenone con 75,5, la peggiore è Napoli con 103,3). Se si guarda alla mortalità per tumore Mantova è al 75° posto, con un’incidenza di 16,1 morti ogni mille abitanti dal 2012 al 2016, distante dai 10,3 di Sassari, dove si muore meno per cancro.

La mortalità per infarto acuto al miocardio è superiore visto che Mantova è al 96° posto, con 2,7 decessi ogni mille abitanti (la migliore è Sassari con 1,3 morti, la peggiore Ferrara con 3,5). Va un po’ meglio per quanto riguarda la speranza di vita cresciuta, dal 2002 al 2017, a Mantova di 3 anni (22° posto, un anno e sei mesi in meno della migliore, Gorizia).

Per quanto riguarda i consumi di farmaci per determinate malattie, Mantova si distingue per essere ipertesa. Le unità minime pro capite di farmaci (e cioè pillole, compresse e fiale) consumate nel 2018 sono 160,1: 92° posto, appena fuori dalle dieci peggiori che partono con i 163 di Ascoli e si chiudono con o 186,4 di Ferrara. I farmaci per diabete consumati la collocano al 57° posto con 41,5 unità: per essere nelle migliori dieci bisogna averne consumate non più di 33,7 (le peggiori vanno da 52,1 a 63,1). Interessante il dato sul consumo di farmaci per l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, su cui incide anche l’inquinamento ambientale. Mantova è 46ª con 6,1 unità pro capite. Il sud Sardegna è primo con 4,6 e Como è 10° con 5.

Non brilliamo nemmeno per accesso alle cure. Mantova, a marzo di quest’anno, aveva 0,7 medici di base attivi ogni mille abitanti: una cifra bassa che la colloca in 95ª posizione. Male anche per quanto riguarda il numero dei pediatri, appena 1,6 (84° posto) e dei geriatri, 0,2 (60°). Una curiosità: il maggior numero di geriatri, 0,9, è a Cremona, la città con cui Mantova condivide Ats e Asst, e cioè la sanità.

Anche sul fronte ospedaliero le cose vanno male. Per ricettività Mantova è 69ª, con 3 posti letto ogni mille abitanti (dato 2017) mentre Cremona è 15ª con 4,1 posti. Infine, Per emigrazione ospedaliera (le dimissioni di residenti avvenute nel 2016 fuori regione) Mantova è all’84° posto con 14,11: Cremona è 19ª con appena 4,44 dimissioni. —
 

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