Sempre meno profughi, ma nel Mantovano mancano ancora 300 posti letto

La prefettura per ora non farà altre gare: "I richiedenti asilo sono in diminuzione e, quindi, non ce ne sarà bisogno"

MANTOVA. Cala il numero di immigrati arrivati nel Mantovano in cerca di protezione internazionale. Con essi, però, diminuisce anche il numero dei posti a disposizione nelle strutture di accoglienza.

Sono, infatti, andate deserte le ultime due gare della prefettura per trovare 270 posti in alberghi e altrettanti in appartamenti dopo che il primo bando aveva ricevuto proposte soltanto per 431 dei 750 posti richiesti per garantire l’accoglienza dall’aprile di quest’anno e sino al marzo del 2021. I tagli voluti dal ministro dell’Interno Salvini alla quota destinata alle cooperative per ogni migrante assistito (da 35 a 18 euro nelle singole abitazioni, da 35 a 26 euro negli hotel) ha provocato un fuggi fuggi generale degli operatori che potrebbe mettere a rischio il sistema di accoglienza nel Mantovano.

Fortunatamente, come fa sapere la prefettura, la drastica diminuzione degli sbarchi porta con sé la progressiva diminuzione degli stranieri in cerca di protezione internazionale destinati alle strutture del Mantovano. Attualmente i profughi assistiti nei centri di accoglienza straordinari, fa sapere la prefettura, sono 570, «in progressiva diminuzione» si tiene a precisare. Un mese fa, per esempio, quando furono emesse le ultime due manifestazioni di interesse, i migranti erano 637.

«Il sistema è pienamente gestito» fa sapere la prefettura. I migranti sono accolti dagli operatori che si erano aggiudicati il vecchio bando scaduto il 31 marzo scorso e prorogato: «I vecchi contratti sono stati rinegoziati e questo ha consentito di abbattere del 30% i costi» afferma la prefettura. Che, tradotto in cifre, significano 10 euro e mezzo in meno a persona, e cioè 24-25 euro (a seconda dell’offerta fatta all’epoca in sede di gara).

Per ora, la mancanza di circa 300 posti non ha ancora fatto scattare l’allarme rosso tra le istituzioni. La gara madre bandita lo scorso 18 febbraio, che mette sul tavolo 18 milioni 954mila euro (più Iva) per il triennio che va da aprile 2019 a marzo 2021, resta aperta; la prefettura conta di coprire l’intero fabbisogno di posti anche con l’applicazione della clausola del «quinto d’obbligo» che prevede la possibilità di aumentare di un quinto il numero dei posti letto già assegnati. Al momento, dunque, non sono previsti altri bandi, per cui si spera che il trend in diminuzione delle presenze continui.

Il primo bando era stato emesso il 18 febbraio per reperire 750 posti per il triennio 2019-2021. Alla scadenza erano state presentate offerte solo per 431 posti in unità abitative. I 18 euro pro capite offerti dal ministero avevano scoraggiato gli operatori. A quel punto la prefettura ha emesso, il 26 aprile, una manifestazione di interesse per trovare 219 posti nei centri collettivi fino a 50 posti (gli alberghi, appunto), esclusi dal primo, a 26,35 euro al giorno pro capite. Anche questa volta nessuno aveva manifestazioni l’intenzione di partecipare alla successiva gara. Stessa sorte toccata alle ultime due per 270 posti ciascuno in hotel e abitazioni singole a 21,35 euro.
 

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