In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Barucca: più care le Pescherie? Non è colpa mia, costi sottostimati

2 minuti di lettura

MANTOVA. «I 300mila euro in più per recuperare le Pescherie? Non è certo colpa delle nostre prescrizioni». Il sovrintendente Gabriele Barucca tiene a mettere un punto fermo: lo Stato non è un mostro, un leviatano che ha diritto di vita e di morte sui cittadini. «Lo Stato e le sue diramazioni siamo noi, tutti i cittadini. E noi, come sovrintendenza, non mettiamo in difficoltà nessuno. Anzi, siamo qui per dare una mano nella tutela dei beni storico-culturali» dice. Ad infastidirlo è stata l’accusa del presidente della Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano, Paolo Corbellani, di aver dettato delle prescrizioni, per ristrutturare le Logge di levante, l’edificio storico sopra il Rio in via Pescherie avuto in concessione per trent’anni dal Comune di Mantova, che hanno fatto sballare i conti dell’intervento. Dai 750mila euro previsti inizialmente si è arrivati a superare il milione di euro, aveva denunciato Corbellani. Il sovrintendente lascia che sia l’architetto Giulia Bressan, che ha esaminato il progetto di recupero delle Pescherie, ad inquadrare la situazione.

Il confronto

«Ho chiesto - dice la funzionaria - al progettista della Fondazione, architetto Sebastiano Bertoni, il computo metrico del progetto originario che ci avevano presentato e quello dopo la nostra autorizzazione con le prescrizioni. Volevamo, in questo modo, renderci conto se effettivamente avessimo fatto aumentare i costi dei lavori. Il progettista non ce li ha ancora forniti; in compenso, ci ha telefonato per dirci che l’aumento di 300mila euro è dovuto ad una revisione generale del progetto». La sovrintendenza tiene il punto: «Noi conosciamo solo la parte del progetto che la Fondazione ci ha inviato e cioè quello che prevede la discesa pubblica alla spiaggetta sul Rio e al caffé con una scala e l’ascensore - spiega la Bressan - Non lo conosciamo nella sua completezza. L’architetto Bertoni ci ha detto che il progetto si sviluppa su più fronti, ma noi lo dobbiamo ancora vedere (una sala unica sopra il loggiato in grado di ospitare concerti, dibattiti e mostre temporanee, ndr.). Quindi, abbiamo analizzato solo quello che avevamo in mano e assicuro che le nostre prescrizioni non alterano il quadro economico iniziale. Semmai, sono loro ad avere sottostimato l’intervento. Noi, comunque, siamo disponibili a valutare i due computi».

L’attenzione

Lo sforzo è stato notevole proprio per cercare di andare incontro il più possibile alla Fondazione ed evitare sorprese, ma proprio per questo vengono respinte al mittente le accuse. Spiega, infatti, il sovrintendente: «Abbiamo avuto un’attenzione particolare agli aspetti archeologici proprio per mantenere i costi iniziali. Avremmo potuto cambiare il progetto ma non lo abbiamo fatto proprio per arrivare ad una condivisione massima. Guardate - afferma Barucca - che succede anche l’inverso di quello di cui spesso ci accusano: a volte, con le nostre prescrizioni i costi di ristrutturazione diminuiscono rispetto a quelli stimati dai progettisti privati».
 

I commenti dei lettori