Parte l’era Bianchi: "La mia ricetta per la crescita"

All'assemblea degli industriali ufficializzata l’elezione del presidente di Confindustria Mantova: «Infrastrutture, università e un’Europa unita». Le prorità: "Raddoppio della Mantova-Milano, l'autostrada Mantova-Cremona e lo sviluppo del porto di Valdaro"

MANTOVA. «Autorità, colleghi e cari amici, ho il piacere di annunciarvi l’elezione di Edgardo Bianchi a presidente di Confindustria Mantova per il prossimo quadriennio».

Sono le 17.30 quando dalla sala del cinema Ariston sale un fragoroso applauso. E il momento in cui il presidente uscente Alberto Marenghi, da cinque anni alla guida dell’associazione industriali di via Portazzolo, comunica alla platea che pochi minuti prima l’assemblea dei soci ha ufficializzato la nomina del suo successore, l’amministratore delegato della Lubiam. Il tempo dei saluti e dei ringraziamenti e poi sul palco è salito, visibilmente emozionato, il nuovo numero uno di Confindustria Mantova.



Edgardo Bianchi si è subito calato nella parte (tanto che nel suo discorso finale il presidente nazionale Vincenzo Boccia gli ha fatto i complimenti, ndr) affrontando numerose tematiche e spaziando dall’Europa, alla ricerca e innovazione, alle infrastrutture, all’università. Temi caldissimi per una Mantova che vuole spingere sull’acceleratore dell’economia locale e internazionale.

Edgardo Bianchi


«Occorre rilanciare l’europeismo – attacca Bianchi – perché solo un’Europa unita può essere tra i protagonisti delle scelte politiche ed economiche che influiranno sulla vita delle nostre popolazioni. Ma per fare questo l’Europa deve abbandonare la politica del rigore che ha caratterizzato gli ultimi decenni».

Per Bianchi cultura e innovazione vanno di pari passo: «Dovremo continuare a supportare l’Università, con la ferma convinzione che possa contribuire allo sviluppo delle imprese del territorio e dovremo cercare di indirizzare l’attività del polo universitario verso discipline e materie di concreto interesse per le nostre imprese, creando percorsi di studio e di apprendimento pensati in collaborazione con il sistema confindustriale».



Il neo-presidente si è subito spinto su un terreno dolente per il Mantovano: la carenza di infrastrutture. «Il nostro territorio da troppo tempo lamenta un gap infrastrutturale, che se fino ad oggi non ha impedito alle nostre eccellenze produttive di affermarsi nel mondo, tuttavia rischia in prospettiva di minare ed erodere la nostra competitività di sistema. Dobbiamo rompere l’isolamento in cui è stato relegato perché siamo il cuore produttivo dell’Italia. Il nostro territorio negli ultimi 50 anni è stato drammaticamente dimenticato se consideriamo che l’unica opera strategica, la A 22, è stata realizzata in totale assenza di contributi economici statali e regionali».

Vincenzo Boccia


Le richieste e le priorità: l’autostrada Mantova-Cremona, il raddoppio della linea ferroviaria Mantova-Codogno e lo sviluppo del porto di Valdaro. Bianchi ha poi promesso che nei prossimi anni sarà realizzato un progetto di come dovranno essere Mantova e il suo territorio in termini di sviluppo e in favore delle nuove generazioni.

Infine il tema dell’autonomia regionale, argomento del giorno e della tavola rotonda (articolo a fianco, ndr): «L’autonomia differenziata può contribuire ad accorciare i tempi della politica e accelerare i cambiamenti, perché ricordo a tutti che questo è il momento di decidere e di agire. Non possiamo più permetterci ritardi e tentennamenti».


 

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