Il M5S mantovano: fiducia a Di Maio ma ascolti i territori

Oggi i big voteranno a suo favore nel referendum online. Fiasconaro: troppi incarichi. Zolezzi: non è questo il problema



MANTOVA. Tutti con Di Maio. I Cinque Stelle mantovani si schierano con il loro capo politico (vice premier e ministro) e oggi, giovedì 30 maggio,  sulla piattaforma Rousseau, sono pronti a votargli la fiducia nel referendum online indetto tra i militanti. A farsi interpreti degli umori della base sono i big del Movimento, convinti che la colpa della sonora sconfitta alle elezioni europee non sia sua. «Io voterò la fiducia a Di Maio - dice il consigliere regionale Andrea Fiasconaro - perché non vedo alternative credibili. È doverosa una riflessione sui motivi della sconfitta, ma non può passare dalla sfiducia ad una persona a cui molti, io in primis, devono tutto. Di Maio può alleggerirsi di qualche incarico per dedicarsi di più al movimento, ma non di quello di capo politico».


Gli incarichi

A Fiasconaro piace l’idea di Di Maio di «girare l’Italia per incontrare consiglieri regionali e comunali e mettersi a disposizione dei territori, cosa che non ha fatto in campagna elettorale, ma non per questo deve dimettersi. Rinunci, invece, ad un ministero e si dedichi ai territori, li ascolti e ci dia una mano». Anche il deputato Alberto Zolezzi si schiera con Di Maio: «Sono assolutamente per rinnovargli la fiducia» .

I Cambiamenti

«L’importante - aggiunge - è analizzare quello che è successo e accelerare quei miglioramenti all’organizzazione interna che erano già in corso prima delle elezioni. Con un unico obiettivo: farci conoscere meglio. Ricordo che 5.200 mantovani hanno chiesto il Reddito di cittadinanza, significa che qualcosa che è piaciuto lo abbiamo fatto. Bisogna spiegare ora alle imprese che, se assumono, possono accedere agli sgravi fiscali». Quanto ai tanti incarichi rivestiti dal capo politico del movimento, Zolezzi ritiene che «non bisogna concentrarsi su una persona ma sul metodo di lavoro. Il problema non è lui. Lui lavora con grande passione; ripeto, bisogna migliorare l’organizzazione e spiegare meglio alla gente quello che abbiamo fatto».

I Difetti

Sul difetto di comunicazione come origine di tutti i mali dei Cinque Stelle e, quindi, anche della débacle elettorale di domenica, si sofferma il sottosegretario all’interno Luigi Gaetti. Con una premessa: «Di Maio gode della mia fiducia». Detto questo, «la comunicazione ha difettato. Non possediamo giornali e nemmeno televisioni, lo si è visto in questi giorni di fronte alle tante notizie infondate che hanno diffuso i media. Oggi non si fa informazione, non si spiegano le tante cose che abbiamo fatto come il Reddito di cittadinanza e il decreto spazzacorrotti che ha portato in galera politici che rubavano quei soldi che noi, invece, abbiamo restituito. I messaggi non sono stati compresi o forse non li abbiamo comunicati bene». Quanto ai tanti incarichi di Di Maio, «con il senno di poi, farsi aiutare da qualcuno era possibile; ben venga questa eventualità. Il tutto, però, in uno spirito collaborativo e migliorativo, senza nessuna critica al suo lavoro, che ha fatto bene maturando, in una realtà complessa come è quella ministeriale, una grande esperienza».

Le Amministrative

Anche il capogruppo dei Cinque Stelle a Mantova, Michele Annaloro, sta con Di Maio: «Si vince e si perde tutti insieme» dice. «Certi errori - spiega - sono stati commessi, ma si fanno per poi correggerli e rialzarsi. Servirà un’analisi su cosa non ha funzionato in campagna elettorale e capire perché ci hanno abbandonato quegli elettori, soprattutto del centro destra, che si erano avvicinati a noi. Una cosa è chiara: il motivo della sconfitta alle Europee non è la somma degli incarichi di Di Maio». Non tutto, però, per Annaloro è andato male: «Abbiamo eletto un consigliere di minoranza a Porto, Borgo Virgilio e San Giorgio: partiamo da qui per radicarci sul territorio. Il prossimo obiettivo è allargarci nei Comuni della seconda cintura».
 

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