«Pochi viaggiatori»: il Frecciargento Mantova-Roma perderà due corse

Sabato niente treno da Roma, la domenica da Mantova E dal 28 luglio al 25 agosto il capolinea si sposta a Modena per il maxi-cantiere al forte Noyon

MANTOVA. È in bilico sul binario teso tra costi e ricavi il Frecciargento Mantova–Roma, che, come informa Trenitalia, con l’orario estiva sarà «rimodulato». Tradotto: dall’8 giugno salteranno le corse del sabato sera (da Roma) e quella della domenica mattina (da Mantova). Il timore è antico, già nell’estate del 2017 – dopo tre mesi di sperimentazione e sei di servizio pieno – si affacciava l’ombra di un ripensamento da parte di Trenitalia. Ancorato anche all’assurdità di far viaggiare un treno ad alta velocità su una linea che non la supporta, come la Mantova-Modena. Timore raccolto all’epoca dalla Gazzetta ma smentito seccamente dalla società. Adesso, però, qualcosa è cambiato, la ragione economica prevale sulla logica di servizio. «Questi due collegamenti non avevano un grado di riempimento tale da garantirne la sostenibilità economica» argomenta Trenitalia, con riferimento alle corse cancellate dall’orario estivo.

Ma l’azienda si spinge oltre, precisando: «È opportuno sottolineare che le Frecce sono treni a mercato, a rischio d’impresa e senza contributi pubblici, i cui costi sono a totale carico dell’azienda in base ai ricavi dei biglietti venduti». Il ragionamento non fa una piega, se non c’è domanda allora l’offerta traballa. Ci sta quindi che la soppressione delle due corse si prolunghi oltre l’estate, anche se Trenitalia non si sbilancia. Ci sta quindi che, in futuro, il servizio stesso possa essere oggetto di ripensamento (per ricorrere a una formula sfumata).


Di certo c’è che la storia del Frecciargento 8551 (e del suo gemello 8552) è costellata di aggiustamenti – anzi, rimodulamenti – che testimoniano lo sforzo dell’azienda per mantenere il collegamento: ad esempio l’aggiunta delle fermate a Carpi ed Arezzo (la seconda solo all’andata). Ma l’unica garanzia della sopravvivenza del Frecciargento è riposta nell’affezione dei viaggiatori. Non basta aver gioito nel 2016 per il ripristino del collegamento, dopo un buco di 13 anni, adesso più che mai occorre prenderlo, questo treno veloce che in tre ore e mezza raggiunge la Capitale.

«Se si procedesse con il prolungamento su Napoli s’intercetterebbero più utenti sia da Mantova sia da sud, e, soprattutto da Modena, che, al di là degli Intercity, non ha collegamenti diretti con Roma e Napoli» commenta Andrea Bertolini, dell’associazione Utenti del trasporto pubblico (Utp). Intanto all’orizzonte si affaccia già un altro intoppo a complicare l’estate 2019: come annunciato, dal 28 luglio al 25 agosto la circolazione sui binari che allacciano Mantova a Suzzara sarà interrotta. Così per il maxi-cantiere da 6 milioni che Rfi allestirà nelle campagne di Motteggiana per consentire il recupero del forte Noyon. Morale, il Frecciargento partirà da Modena, dove si fermerà anche in direzione contraria. Trenitalia, che dal cantiere sarà penalizzata, sta valutando se prevedere o meno dei bus sostitutivi. E la chiamano estate.

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