A Mantova apre la scuola per futuri avvocati: casi veri e processi simulati

Al via martedì 4 giugno nei locali della Fum il primo corso voluto dall’Ordine degli avvocati. Il direttore: non lezioni frontali, ma approccio pratico per imparare il mestiere

MANTOVA. Una scuola di formazione per aspiranti avvocati, da affiancare ai 18 mesi di praticantato forense in uno studio e dove mettersi alla prova su casi concreti, simulare processi oltre che prepararsi all’esame di abilitazione professionale. Darà il via ai corsi martedì 4 giugno e sarà ospitata gratuitamente nelle aule della fondazione UniverMantova (Fum), la nuova Scuola di formazione forense dell’ordine degli avvocati di Mantova. Già venti i praticanti iscritti al primo semestre.

«L’idea è quella di integrare il periodo di praticantato - spiegano dalla scuola - fornendo la possibilità di cimentarsi in cause vere. L’obiettivo è di consentirgli di padroneggiare tutti gli strumenti necessari allo svolgimento della professione in completa autonomia. Grazie al patrocinio e al supporto logistico della Fum questo primo semestre è gratuito, se in futuro dovessimo chiedere un contriburo sarà comunque solo per coprire le spese» .


Il progetto didattico si svilupperà, così come previsto dalle linee guida del Consiglio nazionale forense e dalla Scuola superiore dell’avvocatura, in tre semestri per un totale di 160 ore di lezione «finalizzate certo all’espletamento e al superamento delle prove d’esame - aggiunge il direttore della scuola Mattia Amadei - ma anche e soprattutto all’apprendimento di come affrontare la professione forense, con la consapevolezza dei principi deontologici che devono sempre guidare l’esercizio della professione di avvocato».

Le lezioni saranno tenute da un pool di giovani avvocati mantovani formati alla Scuola superiore dell’avvocatura e da docenti universitari e legali di rinomata esperienza «che possano accrescere il bagaglio professionale dei tiricinanti».

Le lezioni non saranno quindi frontali sul modello universitario ma «il metodo didattico - spiega ancora il direttore - avrà un approccio pratico e interdisciplinare, proponendo casi concreti su cui i tirocinanti saranno chiamati a ragionare, confrontarsi e scontrarsi secondo i dettami della dialettica e della procedura forense civile, penale e amministrativa».

Insomma la scuola «vuole essere un’opportunità in più e non un inutile orpello, per riuscire a rivoluzionare la metodologia didattica creando corsi omogenei su scala nazionale in cui si impari realmente a essere avvocati».

Un esempio? La prima lezione di martedì avrà al centro un caso di responsabilità medica. I partecipanti iscritti al corso discuteranno in aula un atto di citazione che hanno già potuto visionare, quindi a casa prepareranno una comparsa di costituzione su cui si aprirà il confronto durante la lezione successiva. Sino ad arrivare, lezione dopo lezione, a calarsi nei panni degli avvocati di tutte le parti in gioco.

 

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