Striscioni di protesta vietati alla manifestazione di Salvini

Il leader della Lega atteso lunedì a Porto Mantovano per la campagna elettorale. La Digos a Sinistra Italiana e La Boje: niente lenzuola. Intanto proseguono le manovre per il ballottaggio: Salvarani e Vivere non trovano la quadra

PORTO MANTOVANO Striscioni ai balconi e persiane chiuse. Doveva essere questa l’accoglienza al ministro Matteo Salvini, atteso lunedì 3 giugno a Porto Mantovano, secondo le indicazioni di Sinistra Italiana e dello spazio sociale La Boje. Ma la Digos ha detto no. «Interpretano gli striscioni come turbativa di comizio - spiega Fausto Banzi - e chi li esporrà sarà segnalato alla magistratura. Il ministro è poco spiritoso quando sono gli altri a scrivere spiritosaggini».

Intanto proseguono le manovre politiche per il ballottaggio. Fumata nera per l’apparentamento tra la coalizione guidata da Massimo Salvarani e l’associazione politica Vivere Porto, che aveva candidato Gianfranco Bettoni alla poltrona di sindaco. Incontri e telefonate dei giorni scorsi non hanno stemperato la diffidenza e, salvo sorprese dell’ultima ora (il termine per gli apparentamenti è oggi alle 12), Salvarani il 9 giugno correrà da solo contro Monica Buoli, senza la stampella degli oltre 1.200 voti che avrebbe potuto portare in dote Bettoni. Una dote cui sarebbe dovuta corrispondere la cessione, pesante, di due consiglieri che avrebbe potuto far vacillare la tenuta della maggioranza. La divisione tra i due non ha nulla a che vedere con programmi o ideologie. Quanto, piuttosto, con i nomi della giunta. Nonostante il mancato accordo, Pd e Porto futura sono disposti, tuttavia, a cedere un assessore: «Anche se i tempi non sono ancora maturi per un apparentamento formale, c’è una convergenza naturale su temi come l’ambiente, la cultura e il welfare, sui quali Vivere Porto può dare un contributo importante - commenta Salvarani - Per questo, in caso di elezione, ritengo sia possibile iniziare un percorso condiviso. Mi impegno quindi a riservare comunque un posto in giunta a un rappresentante di Vivere Porto per valorizzare specifiche competenze».

La partita era cominciata con la richiesta, da parte di Vivere Porto, di un completo rinnovo della giunta. «Un modo - precisa Bettoni - per superare eventuali contrasti all’interno della giunta». L’ipotesi, però, era stata rigettata dal Pd e dallo stesso Salvarani: «Per governare un comune complesso e pieno di potenzialità da sviluppare come Porto Mantovano, e realizzare un programma importante e ambizioso come il nostro, occorre un giusto mix di competenze, che derivano dall’esperienza di governo, e di rinnovamento». Nei giorni successivi, la civica si era fatta avanti, quindi, con altre due proposte. La prima prevedeva un equilibrio all’interno della giunta «che corrispondesse al consenso ottenuto dalle singole liste, in quanto Vivere Porto - precisa Bettoni - ritiene di non poter realizzare un buon lavoro senza un’adeguata rappresentanza». Bocciata anche questa prospettiva, aveva chiesto, nell’ultimo incontro di ieri, un apparentamento senza assessori per Vivere Porto, ma con deleghe consiliari specifiche a su ambiente, cultura e welfare. A quel punto, però, forse la fiducia si era già sgretolata. «Siamo amareggiati da questa mancata disponibilità all’apparentamento - aggiunge Bettoni - che avrebbe potuto facilitare la possibilità di una vittoria contro la destra».

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