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Meno reati nei primi 5 mesi: calano furti in casa e rapine

Festa dell'Arma dei carabinieri. L’attività di prevenzione funziona: quasi 43mila servizi di controllo del territorio. Riflettori anche sull’attività della task force contro il lavoro nero nelle aziende

Matteo Sbarbada
1 minuto di lettura

MANTOVA. L’andamento dei reati nei primi cinque mesi del 2019, se confrontati con lo stesso periodo del 2018, risulta in forte calo.

La cerimonia per i 205 anni di fondazione dell'Arma dei carabinieri, che si è tenuta ieri mattina alla caserma Trotti di via Chiassi, ha permesso di fare il punto sul bilancio dell'attività condotta dall'Arma in provincia di Mantova. I dati parlano chiaro: delitti consumati -8,50%, furti in genere -15,74%, furti in abitazione -5,74% e rapine -34,14%. Le persone arrestate sono state 377, mentre quelle denunciate 4.875. Ben 26.383 le chiamate al 112, i servizi di controllo al territorio hanno toccato quota 42.870. Controllati 89.489 automezzi per un totale di 126.650 persone. I reati scoperti sono stati 3.681, di cui 505 furti e 431 truffe.

Per gli stupefacenti il bilancio è di 86 arrestati e 14 chili di sostanze sequestrate, per le armi otto arresti e 160 sequestri. Il dato delle contravvenzioni al codice della strada ha raggiunto il numero di 8.778. Tra le operazioni più significative degli ultimi dodici mesi, sono state ricordate l’arresto in flagranza di reato della badante ritenuta responsabile dell’omicidio della bibliotecaria di Canneto, l’arresto del patrigno ritenuto responsabile a San Benedetto Po dell’omicidio del figliastro e il fermo di polizia giudiziaria di un padre ritenuto responsabile dell’incendio dell’abitazione coniugale e dell’omicidio per asfissia del figlio undicenne.



Riflettori anche sulla task force costituita dalla prefettura che ha visto la collaborazione di vari attori finalizzata al contrasto dello sfruttamento della manodopera clandestina. Le imprese controllate sono state 79. Per 37 è scattata la sospensione dell’attività. Espulsi 165 lavoratori irregolari e identificati 143 privi di contratto di lavoro. Le sanzioni amministrative contestate hanno superato quota 210mila euro, quelle penali hanno raggiunto i 231mila euro. Infine, 33 le persone deferite in stato di libertà e 37 deferite in stato di arresto. Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità politiche, civili e militari, oltre agli esponenti principali del mondo dell’economia, del lavoro, della cultura e della stampa.

Presenti anche alcune classi di scuole di città.

L’intervento del comandante provinciale, colonnello Fabio Federici, si è aperto con l’omaggio «ai carabinieri che per prestare fede al loro giuramento di fedeltà alla Costituzione hanno donato la vita per il bene comune».

Riflessione sul tema della criminalità organizzata.

«L’avanzata della ’ndrangheta sembra essere stata arrestata ma l'allerta deve rimanere alta sul territorio. Il vuoto di potere potrebbe essere colmato da altre mafie italiane o straniere, come quella cinese o nigeriana». —

 

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