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Ironia contro la Meloni, prof aggredita in autogrill

Insultata, circondata e spintonata da un gruppo di giovani. Lei: "Forse è perché ho fatto satira contro la Meloni"

Riccardo Negri
1 minuto di lettura
(lapresse)

VIADANA. Momenti di paura per Marcella Boccia: martedì a mezzanotte, la docente e attivista sindacale viadanese è stata aggredita e spintonata nell’autogrill di Fabro, lungo l’autostrada A1, mentre si dirigeva a Caserta, città di origine, per una breve vacanza in famiglia.

«Lungo il tragitto -racconta la Boccia – ho notato un’auto, con un faro bruciato, che mi tampinava, superandomi e poi lasciandosi sorpassare in continuazione. Mi sono spaventata, anche perché viaggio spesso da sola e non mi era mai capitato nulla».

Durante la sosta al bar, in quel momento poco frequentato, i quattro giovani occupanti dell’auto hanno avvicinato la donna, le hanno dato della “zecca comunista” («Anche se io non sono comunista») e l’hanno spintonata ridacchiando contro la porta d’ingresso, prima di far perdere le proprie tracce. La Boccia ha riportato un taglio alla fronte, non grave per fortuna nonostante la copiosa perdita di sangue. Un altro avventore l’ha tranquillizzata offrendole da bere.

Giunta a destinazione, la prof si è recata al pronto soccorso. Porterà il referto ai carabinieri, assieme alla foto dell’auto: «Sporgerò denuncia, perché c’è ancora troppa violenza nei confronti delle donne». La Boccia – che gestisce una pagina Facebook molto animata - si è fatta un’idea sul perché dell’aggressione: «Scrivo testi per il cabaret, e pubblico spesso post satirici. Possono anche non piacere; ma una mia recente battuta sulla Meloni mi è valsa, da parte di esponenti dell’estrema destra, un bombardamento di insulti e minacce di morte e stupro. Ho preannunciato querela, e non vorrei che qualcuno ce l’avesse con me. Per l’Italia, questo è un periodo triste: c’è tanta violenza verbale; e c’è chi, sobillato dall’aggressività di certi politici e facendosi forza col gruppo, comincia ad alzare le mani».

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