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L’acqua diventa più cara, solo Sicam non aumenta

Approvate dall’Authority le nuove tariffe 2018 e 2019 in base ai vari parametri. Incrementi più consistenti per Tea, che mantiene la bolletta più bassa, e Aimag


MANTOVA. Rincara l’acqua del rubinetto nella maggior parte dei Comuni. Manca solo l’ok del consiglio provinciale, che arriverà nella seduta di oggi (ore 18) giovedì 13 giugno, e poi le prossime bollette che arriveranno alle famiglie parametreranno i consumi in base alle nuove tariffe (e potrebbero anche prevede conguagli per l’anno scorso, ma a cifre molto contenute).

L’aula aveva già approvato, nel 2016, le tariffe per il successivo quadriennio fino al 2019. L’Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) consente, però, di rivedere quelle del 2018 e del 2019 in base agli investimenti, ai costi e alla quantità di acqua erogata da parte dei singoli gestori. La verifica è stata fatta dall’azienda speciale Ufficio d’ambito e ha avuto i seguenti risultati. Con una premessa: le tariffe comprendono i servizi di depurazione e fognatura oltre a quello di erogazione dell’acqua potabile.

Tea Acque (che serve 36 Comuni) nel biennio 2018-2019 avrebbe dovuto aumentare la tariffa dello 0,46%; in realtà, avendo effettuato investimenti per 2 milioni e mezzo di euro in più di quelli stimati all’inizio potrà rincarare le tariffe del 4%. Per la prossima bolletta, dunque, l’ufficio d’ambito prevede una spesa annua di 218 euro per una famiglia tipo di tre componenti che consumi 150 metri cubi d’acqua all’anno.

Aqua Mantova del gruppo Tea, che serve il Comune di Castiglione delle Stiviere, doveva incrementare le tariffe, nel biennio, del 3,82%; invece, in base ai calcoli sui parametri considerati, dovrà «accontentarsi» di un +0,85%. Ciò significa, per una famiglia tipo, dover sborsare 197 euro all’anno.

Sicam eroga il servizio idrico integrato in venti Comuni. Avrebbe dovuto aumentare le tariffe dell’1% e, invece, per l’anno scorso e quest’anno le manterrà inalterate: il che significa un esborso di 264 euro per la solita famiglia tipo.

Aimag (attiva in sette Comuni della bassa) avrebbe dovuto incrementare le bollette dell’11,68% negli ultimi due anni; in realtà l’incremento si fermerà al 7,45%: si tratta delle tariffe più alte per il servizio idrico integrato: per una famiglia tipo la bolletta sarà di 300 euro all’anno. Da notare che le tariffe del gruppo Tea sono le più basse in vigore anche se l’incremento, a parte Aimag, risulta il più consistente.

Il consiglio provinciale oggi non si occuperà della tariffa applicata dal gruppo Ireti per il solo servizio acquedottistico che svolge per i Comuni di Viadana e di Gazzuolo. La verifica, infatti, della corrispondenza tra volumi d’acqua erogati, costi del servizio e investimenti effettuati è ancora in corso. Per la cronaca, Ireti , che gestisce solo gli acquedotti dei due paesi, applica una tariffa più alta del 50% rispetto a quella di Tea.

Sul fronte delle tariffe val la pena osservare che fino al 2012, anno dell’istituzione di Arera le tariffe dell’acqua erano solite aumentare ogni anno in media del 5-6%. L’introduzione dell’Autorità ha avuto un effetto calmierante. Resta, comunque, una disparità di costi per i cittadini a cui solo l’avvento del gestore unico potrà porre fine.
 

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