L’etica del viandante di Moni Ovadia nel solco di don Mazzolari

Terminata a Bozzolo la tre giorni di eventi nel sessantesimo della morte del parroco 

BOZZOLO. Si è chiusa il 16 giugno a Bozzolo con un concerto la “Tre giorni con don Primo: il fiume, la cascina, la pianura”, dedicata a Mazzolari. Giudizio ampiamente positivo del presidente della fondazione Mazzolari, don Bruno Bignami, su «questa iniziativa sperimentale nelle piazze e nelle strade per rendere più presente don Primo, farlo conoscere alle nuove generazioni. Speriamo di poterla ripetere».

L’altra sera pienone alla cascina Paganini di via Castello per ascoltare l’attore Moni Ovadia, sollecitato dalle domande di Enrico Garlaschelli, secondo cui per Mazzolari un cristiano non può che essere un pellegrino. Ovadia ha approfondito un tema a lui caro, cioè come l’uomo trovi la sua identità spirituale «camminando verso l’altro alla conquista della terra promessa». Ovadia, che si è detto ebreo a modo suo e che sostiene la causa palestinese, ha sviluppato la cosiddetta “Etica del viandante” richiamandosi continuamente alla Torah, al Vangelo, al Corano, a Dante, all’Odissea, al suo amico cardinal Ravasi «le cui citazioni sono per metà di atei perché la spiritualità sta anche al di là».

Dopo aver ragionato sul mondo attuale che si appassiona dei violenti ha invitato invece a costruirlo sulla «struggente fragilità dell’uomo» perché senza di essa finisce anche l’uomo. La chiusura su Mazzolari, «uomo giusto, coraggioso e antifascista».

Soddisfatti dell’iniziativa i promotori Ildebrando Volpi e il docente di filosofia Enrico Garlaschelli: «Quello che avevamo immaginato si è realizzato: tre giorni nel nome di don Primo mostrando l’importanza e l’attualità del suo pensiero per affrontare le domande e i travagli dell’uomo moderno. La forza delle sue parole, di grande valore letterario e poetico anche quando tratta di temi politici, ha offerto importanti intuizioni e suggerimenti sulla redistribuzione del reddito, sull’attenzione ai lontani, sulla condizione di esuli che ci contraddistingue, per citare solo alcuni dei temi affrontati. Un’ inaspettata partecipazione di pubblico ci incoraggia a nuove edizioni». Contento il sindaco Giuseppe Torchio. Da ricordare infine lo sforzo organizzativo e logistico della Fondazione Mazzolari, del Comune e dei volontari dell’oratorio.

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