I dati Arpa sulla Cisa: inquinanti alle stelle e Pm10 oltre i limiti per 20 giorni su 30

I risultati parziali del monitoraggio con la centralina mobile: monossido di carbonio a livelli superiori alla media lombarda 

BORGO VIRGILIO. Concentrazioni di inquinanti entro i limiti di legge, ma superiori ai livelli medi registrati in Lombardia. I risultati preliminari della campagna di misurazione condotta dall’Arpa a Borgo Virgilio non sono rassicuranti. I dati sono provvisori, perché i controlli chiesti dal Comune per chiarire gli effetti, in termini di inquinamento atmosferico, del traffico sulla Cisa, sono in corso: la centralina mobile è ancora al lavoro sulla provinciale, e i numeri diffusi dal Centro regionale per il monitoraggio della qualità dell'aria riguardano il periodo dall’11 gennaio al 18 febbraio, che dovranno essere integrati e confrontati con quelli che saranno raccolti fino alla fine di giugno.

L’Arpa ha preso in considerazione cinque inquinanti: monossido di carbonio, ossidi di azoto, benzene, ozono e Pm10. E per capirci di più li ha confrontati con quelli rilevati nelle altre postazioni lombarde della rete di rilevamento della qualità dell’aria. Per il monossido di carbonio, la cui origine è soprattutto legata al traffico, le concentrazioni, anche se nei limiti di legge, non sono certo da centro abitato di periferia circondato dalla campagna: sono comprese, al contrario, nella fascia superiore delle concentrazioni rilevate in Lombardia (non raggiungono, però, i livelli delle aree più congestionate). Stesse considerazioni per gli ossidi d’azoto e per il benzene, mentre l’ozono risulta, al momento, nella media. L’indagine trae le prime conclusioni: «Essendo il monossido di carbonio e il benzene inquinanti primari emessi in particolare dagli autoveicoli, si può affermare che il traffico è la principale causa dello scostamento dalla media dei valori rilevati».

Diversa la situazione per il Pm10, che può avere diverse sorgenti (tra queste il traffico, le emissioni industriali e l’uso di combustibili, ad esempio per il riscaldamento): in questo caso il limite per la media giornaliera è stato superato in 20 occasioni (la legge consente il supero per 35 giorni l’anno) e il dato risulta superiore a quello rilevato nelle postazioni Arpa vicine (come quelle di piazzale Gramsci e viale Ariosto in città). In questo caso, Arpa, però, non si sbilancia: «Per attribuire le differenze a qualche causa specifica occorre elaborare i dati insieme con quelli raccolti nella fase estiva».

La relazione definitiva potrebbe servire a farsi ascoltare dal ministero, che finora non ha dato il via libera all’installazione di telecamere di videosorveglianza per impedire il passaggio notturno (vietato) dei camion. «Aspetto i dati completi - commenta Andrea Fiasconaro, consigliere regionale dei Cinque stelle - che invierò formalmente ai ministeri di salute e trasporti per avvalorare la richiesta di misure di limitazione della circolazione dei veicoli. Perché già dai primi dati è evidente che ci sia un problema legato al traffico».

Promette battaglia anche il comitato Nuova salute e sicurezza 62. Gli attivisti del gruppo ammettono che le asfaltature hanno attenuato il rumore, ma la manutenzione straordinaria della Cisa era «il minimo sindacale». Chiedono che sia limitato il passaggio di auto e mezzi pesanti sulla strada (circa 30mila al giorno) con un progetto di viabilità alternativa, una bretella di cui si parla, invano, ormai da tempo. E pretendono maggiori controlli delle pattuglie dei vigili urbani, per una questione di salute e di sicurezza: «Sono diminuiti rumori e vibrazioni - dice la portavoce Monica Passeri - ma i camion continuano a passare, e non rispettano i limiti di voleocità. La nuova amministrazione rispetti gli impegni presi in campagna elettorale».

Per i controlli notturni, però, il Comune ha problemi di organico: «Non abbiamo personale a sufficienza per le pattuglie - spiega il sindaco Francesco Aporti - e anche le altre forze dell’ordine, che ci hanno supportato con servizi serali, non sono messe molto meglio».

 

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