La fiaccolata della Croce rossa a Castiglione non dimentica i migranti

«Amiamo anche chi è in mezzo al mare»: In 8mila 500 all’iniziativa della Cri. Il presidente Rocca: «Preoccuparsi di chi rischia la morte non è far politica»

CASTIGLIONE. Sono 8.500 le fiaccole che si accendono a Solferino, in piazza Castello, al termine dei saluti ufficiali e del duro discorso del presidente nazionale di Croce rossa Francesco Rocca (alla guida anche della Federazione internazionale delle Società di Croce rossa e Mezzaluna rossa). «Noi amiamo l'umanità. Tutta. Non possiamo essere qui a fare festa quando sappiamo che in mezzo al mare c'è una nave con persone che rischiano di morire. Non ci sto a pensare che il solo enunciare alcuni dei principi di Croce rossa basti per essere accusati di far politica. Non può essere un reato salvare vite», grida Rocca che parla a braccio senza seguire il foglio con i punti del suo discorso. «È un'emozione forte vedervi qui. La fiaccola che accendiamo deve essere portata nelle nostre case, nelle nostre famiglie, sul posto di lavoro. I valori che queste fiaccole rappresentano devono aiutarci a essere migliori. Aiutare il prossimo non è un gioco, come non lo sono i cambiamenti climatici che generano nuove sofferenze. Siamo tutti fratelli: non è politica, è il grido di chi difende l'umanità. Le donne di questo territorio ce lo hanno insegnato perché, senza dubbio, lo hanno detto a qualcuno e cioè a chi, guardando i feriti, chiedeva loro di non curare il nemico. Queste donne hanno avuto il coraggio di affermare che siamo tutti fratelli, siamo umani. Io sono un essere umano».



Il grido di Rocca è interrotto da un lungo applauso e dall'accensione, simbolica, della sua fiaccola, la prima a dare il via al lungo serpentone che parte dalla blindata (per esigenze di sicurezza) piazza Castello, per poi scendere e allungarsi sempre più. Il percorso è quello storico e cioè quello che i feriti della battaglia di 160 anni fa avevano percorso per arrivare dal campo degli scontri armati di Solferino e San Martino della Battaglia fino agli ospedali improvvisati di Castiglione (il più grande era nel piazzale e nelle navate del Duomo, dove appunto Dunant vide all'opera le donne castiglionesi). La fiaccolata 2019 arriva, invece, nel grande campo di località Ghisiola dove da una settimana i volontari hanno dato vita a workshop, laboratori e meeting. All'arrivo grande festa con cena per tutti, preparata dai volontari che hanno lavorato durante tutta la Fiaccolata, e musica fino a notte fonda.

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